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Bussi: esposto del M5s a Corte dei Conti, Anac e Forestali a rischio principio ‘chi inquina paga’

Pescara. Il Movimento 5 Stelle ci vuole vedere chiaro sulla vicenda della megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) e annuncia il deposito di un esposto in relazione alla gara d’appalto per la bonifica di una piccola porzione del Sito di interesse nazionale (Sin), sottolineando che “è a rischio il principio del ‘chi inquina paga’. I grillini, nella denuncia, individuano otto criticità e tornano ad illustrare la loro proposta per l’area, perché “l’idea che debba essere reindustrializzata a tutti i costi sembra stia dando già i suoi frutti avvelenati”. L’esposto, che verrà depositato alla Corte dei Conti di Lazio e Abruzzo, all’Anac e al Comando dei Carabinieri Forestali di Pescara, riguarda la gara di appalto indetta dall’allora commissario Goio, che il Ministero dell’Ambiente sta portando a conclusione. A firmarlo, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, il deputato Gianluca Vacca e l’avvocato Isidoro Malandra. Otto le criticità individuate dal M5s, che illustra in sintesi il documento: la priorità andrebbe data “alle aree maggiormente inquinate”; ci si chiede se “sia consentito procedere con ‘misura preliminare e in sostituzione di Edison’ quando il provvedimento che individuava Edison quale responsabile è stato annullato dal Consiglio di Stato”; ci si chiede “perché il ministero voglia sostituirsi al privato?”;

viene evidenziato il “rischio di non recuperare i soldi anticipati per le bonifiche”; vengono espressi “dubbi sulle procedure di individuazione del responsabile dell’inquinamento e della diffida”, nonché dubbi sulla copertura finanziaria della gara e eventuale esposizione a impugnazioni”; ci si chiede, infine, se non sia il caso di “sospendere la gara”. I grillini tornano quindi ad illustrare la loro proposta: il Sin deve essere “bonificato a partire dalle aree maggiormente pericolose, come l’area della discarica Tremonti, e nel rispetto del principio che ‘chi inquina paga’”; va garantita “la tutela delle casse dello Stato, e dunque della collettività, dal rischio di esborso di fondi pubblici in futuro non recuperabili dal soggetto responsabile dell’inquinamento”; bisogna sospendere l’iter attivato dal Comune di Bussi relativamente all’acquisto delle aree di proprietà Solvay”. Per quanto riguarda le aree bonificate, e in particolare “quelle di enorme pregio ambientale situate nell’area di confluenza tra il Tirino ed il Pescara”, il M5s chiede “che siano risparmiate da una reindustrializzazione forzata e impattante dal punto di vista ambientale, e che invece le risorse pubbliche siano destinate a creare posti di lavoro nell’ambito del turismo ecologico e di qualità”.