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Calendario venatorio: da Federcaccia Abruzzo nuovo ricorso al Tar. Non si placano le polemiche

Teramo. Nuovo ricorso al Tar della Federcaccia Abruzzo in merito al Calendario Venatorio 2018/19. “Un atto necessario e dovuto – commenta Ermano Morelli, presidente regionale di Federcaccia – nonostante i positivi risultati ottenuti con il ricorso ad opponendum dei giorni scorsi, che ha permesso la regolare apertura della stagione di caccia alla terza domenica di settembre Il nuovo ricorso – spiega – si basa sulla necessita’ di ripristinare la legalita’ della formazione del calendario venatorio abruzzese, anche in ottica futura.

Con questo ricorso si mira ad ottenere da parte del Tribunale amministrativo il ripristino delle specie cacciabili e dei relativi periodi di caccia. La Regione, infatti, di sua iniziativa, contrariamente a quanto stabilito dalla Legge nazionale sulla caccia, che decide le specie cacciabili, ha deciso di propria iniziativa di cancellare alcune specie e di restringere il periodo di caccia per altre. Iniziativa che e’ in totale contrasto con una Legge sovrastante, come speriamo accerti il Tar”. “Nel ricorso di Federcaccia – prosegue il presidente – ci sono anche ulteriori aspetti che sono a nostro avviso contrari alla legge e incostituzionali.

Ci spiace che l’assessorato alla caccia continui a perseguire una linea politica illegittima. L’assessore alla caccia Dino Pepe, alle soglie di una campagna elettorale dove non trovera’ sicuramente il consenso e l’appoggio dei cacciatori, ha preferito continuare con ottusita’ politica sulla sua strada, piuttosto che aprire un serio e sereno confronto con i cacciatori. I quali chiedono solamente il rispetto delle leggi. L’assessore Pepe, che gia’ punta al nuovo piano faunistico venatorio, non deve dimenticare di seguire la linea politica sulla base di quello esistente che, fino ad approvazione del nuovo, ha valore ed esplica i suoi effetti legali. Le ripetute affermazioni dell’assessore e dei suoi uffici sembrano voler significare l’assenza totale del piano faunistico, cosa che invece non e’ vera”, conclude Morelli.