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Caos Masterplan, interviene Febbo: D’Alfonso e Lolli hanno giocato coi fantamilioni, solo bugie e chiacchiere

L’Aquila. Non si placano le polemiche attorno alla vicenda Masterplan. Il giorno dopo la conferenza stampa congiunta degli esponenti del Movimento 5 Stelle abruzzese (ecco il nostro articolo) il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo interviene sulle dichiarazioni che il presidente vicario della regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha rilasciato in esclusiva ai nostri microfoni (ecco il nostro articolo).

“Questa faccenda un lato dimostra che avevamo ragione noi, quando da tanti mesi sottolineavamo che i fantamilioni di D’Alfonso e compagn altro non erano che pura fantasia. Quelli erano e quelli rimangono perchè fare conferenze stampa quotidiane , senza aprire un cantiere o fare un bando, altro non sono che chiacchiere. E’ dimostrato anche dai dati del ministero che certificano che progetti veri, reali, con impegni giuridici già contratti, non ce ne sono o ce ne sono pochissimi”.

“E poi dimostra l’incapacità di governo dei grillini e del ministro Toninelli in particolare che non riesce neanche a capire ciò che gli ha scritto la Regione Abruzzo. Noi volevamo mettere a disposizione dei fondi, certamente, ma non del Masterplan. Altri, ovviamente, in maniera minore. Si tratta veramente di un bel pasticcio fatto da queste due forze politiche di cui dovrebbero assolutamente rispondere agli abruzzesi”, ha proseguito il consigliere regionale.

“Lolli deve difendere il suo operato e quello del suo governo ma non può raccontare storielle. Basta andare sul sito del ministero, dove ci sono 180 progetti senza impegno di spesa. Il che vuol dire che loro hanno fatto solo conferenze stampa dove, di volte in volta, hanno chiamato qualcuno a spendere parole che, però, non hanno valore giuridico poichè manca l’atto concessorio”.

“E’ una situazione che, se affrontata con la giusta volontà, può essere risolta. Noi contestiamo la decisione del ministero e non capiamo perchè, su 250 milioni di spese, l’Abruzzo ne deve impegnare 200 e il Lazio 50. Oltretutto si tratta di un’opera pubblica che avvantaggia più loro che noi. Quanto meno ci dovrebbe essere una proporzione diversa. Anche perchè si tratta di un’opera nazionale, non solo abruzzese. Con noi non sarebbe successo”, ha concluso Febbo.