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Capi Isis curati a Pescara, si fingono feriti di guerra in Libia ed entrano in Europa con documenti falsi

Pescara. Capi dell’Isis curati nei nostri ospedali, si fingono feriti di guerra in Libia ed entrano in Europa. Assistiti a Milano e Pescara. La notizia, diffusa dal The Guardian, è stata ripresa dal quotidiano indipendente ‘La vetità’ fondato e diretto da Maurizio Belpietro. Grazie a un corridoio umanitario attivato tra l’Italia e la Libia, alcuni jihadisti sarebbero stati curati a Pescara spacciandosi per soldati regolari del governo libico e utilizzando documenti falsi. Ed una volta curati pare siano circolati liberamente per l’Europa forti della loro falsa identità.

In particolare nel 2015 Qais Bin Hamid sarebbe stato avvistato anche a Pescara. L’uomo, assieme al fratello, era la mente dell’organizzazione per lo spostamento e l’assistenza in Italia ai terroristi che si fingevano feriti libici. Anche Arkam Bin Hamid, segnalato dall’intelligence come un pericoloso combattente di spicco dell’Isis, sarebbe stato operato alla gamba in una struttura sanitaria di Pescara e rimasto in città per qualche giorno.