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Cara Verì, la sanità Marsicana è in ginocchio e la Marsica è l’Abruzzo. Anche Cialente all’attacco: “Fanno gli struzzi sul consenso politico”

L'assessore alla Sanità ha affermato di avere la situazione sotto controllo, ma mancano i tamponi, i ppi sono chiusi e Avezzano è al collasso.

 

Avezzano. No, cara Verì, la situazione non è per nulla sotto controllo. L’entroterra marsicano ha già visto chiudere un’altra volta i due Ppi di Tagliacozzo e Pescina, al contrario di quanto da lei detto, di persona proprio mentre con la sua ciurma regionale veniva a mettere il cappello sulla riapertura a Giugno, come raccontato da Marsicalive. L’ospedale di Avezzano, dopo aver visto addirittura la morte di due persone in ambulanza, si vede sommerso di pazienti al Pronto soccorso. Nella provincia dell’Aquila sono terminati i reagenti dei tamponi e c’è bisogno dello zooprofilattico di Teramo e di Pescara per esaminarli tutti. In 26 giorni, ci sono stati 2200 contagi in tutta la zona dell’aquilano. 11 milioni però sono stati trasferiti celermente a Pescara per l’ospedale Covid. Ad oggi 11 pazienti, un milione per paziente, di lusso insomma.

InPrimaLive, anche l’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha sottolineato tutte le piaghe regionali di questa emergenza in Abruzzo. “Il sindaco dell’Aquila Biondi non può non saperlo: la provincia dell’Aquila è una piccola Codogno. Tu che sei sindaco, o anche Marsilio, non puoi dire è un errore chiudere. Stanno tutti facendo gli struzzi sul consenso politico, aspettando che il governo si prenda la responsabilità del lock-down. All’aquila è colpita una fascia maggiore fino ai 55 anni e una fascia anche più bassa che ci rivela bene come si è diffuso il virus. Da domani bisogna potenziare Usca, laboratorio e tamponi. Altrimenti Lock-down, subito, perché rischiamo che tra un mese il territorio non regga veramente più. La Verì deve pensare al territorio e non solo all’ospedale da 11 milioni di euro”. continua, “tra l’altro, sono spariti tutti i rappresentanti di centro destra, anche quel Liris. Stanno aspettando tutti il capro espiatorio in Conte, per cercare il consenso nel territorio tra coloro che sono contro le chiusure a discapito della vita delle persone”.

E poi, cara Verì, ci sono pazienti che hanno avuto tutti i sintomi del covid, che non sanno dove isolarsi, che sono preoccupati per i propri familiari. se oggi i reparti di terapia intensiva non sono pieni, grazie a Dio, non di certo lo dobbiamo all’amministrazione politica regionale, ma alla ricerca scientifica, in quanto sono stati trovati farmaci per cercare di evitare il collasso della malattia. Lei non è medico, ma dovrebbe comunque sapere che sono pieni i serbatoi pre terapia intensiva, i famosi posti Covid non da rianimazione. E se questi serbatoi sono pieni dove li inseriamo i pazienti da curare? e che dice, non sarebbe ora di mettere un po’ di giovane personale per riavviare il tracciamento?  Cosa vuole tranquillizzare?  Cosa vale di più: un po’ di consenso politico o la vita delle persone che sono morte in ambulanza?

Così Cialente: “La prima fase ha colto i medici impreparati. Oggi abbiamo anche molti farmaci che non sono risolutivi, ma che contribuiscono a non far precipitare la malattia. Ad oggi è stato creato un serbatoio, la sub intensiva dove ci cerca di evitare che i pazienti possano andare in terapia intensiva. Molte persone che si scoprono con la polmonite, vengono mandati a casa. Abbiamo fatto una riunione con i medici di base dove si è detto tenete i pazienti a casa nella fase lieve. Ma non c’è nemmeno il personale che li visita.Durante l’estate, bisognava pensare a questo, la Toscana ha assunto 500 giovani studenti di infermieristiche. La Corea del Sud ha fatto così per il tracciamento. Cosa stiamo aspettando?”

Già, cosa sta aspettando assessore Verì? @RaffaeleCastiglioneMorelli

GUARDA L’INTERVISTA INTEGRALE A CIALENTE: