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Casamatta a Pescara, la trattoria metropolitana che non c’era.

A quasi un anno dall'apertura, vi raccontiamo del ristorante Casamatta e del progetto di Mauro Del Pizzo.

Il prossimo 14 Dicembre Mauro Del Pizzo festeggerà un anno dall’inaugurazione del ristorante Casamatta a Pescara. Nel mezzo è accaduto di tutto, tra ondate di pandemia e speranze estive, ma il tempo di dare un segnale di esistenza c’è stato, eccome. Eppure, il progetto Casamatta porta con sé il sapore di una novità ancora in divenire: non appena ci saranno le condizioni per farlo, al piano superiore apriranno le sei suites, già pronte dal mese di Marzo.

Interni della Trattoria CasaMatta a Pescara

Siamo nella centralissima Via Venezia, che a partire dagli anni ’30 del secolo scorso si era trovata nel mezzo della costituzione del nuovo centro civico e culturale cittadino, a cerniera dei due abitati di Castellammare e Pescara. Vi operarono illustri architetti ed ingegneri, come Vincenzo Pilotti ideatore dell’edificio che ospita il Liceo Classico D’Annunzio, intenti a progettare e celebrare la città appena nata e riunificante i due nuclei separati dal fiume Pescara e che oggi riscopriamo densi di storie antiche e prestigiose ancora da raccontare. Ma torniamo in Via Venezia, al civico 47 dove, al piano rialzato, si trova la trattoria Casamatta.

Salendo i pochi scalini dal portone che condivide con l’insegna inerme della Soget, sulla sinistra si apre una porta a vetro che introduce al locale. Si viene avvolti da luce calda, sui toni che vanno dal bianco al beige e marroncino e, sul lato destro, pareti illuminate con vini, distillati e selezionatissimi prodotti a vista che circondano il banco al centro della stanza a forma di L. A sinistra, quattro grandi finestre, sapientemente intervallate da quadri in stile contemporaneo, che guardano il piano strada dalla posizione rialzata. Tavoli di varie dimensioni distribuiti in una sala accogliente ed elegante allo stesso tempo, che la immagini già nel giro delle stagioni come un set pronto a diventare inverno ed estate grazie ad arredi lineari ma camaleontici e ben assortiti, curati dalla designer di interni Sabina De Deo dello studio Summit Vai di Pescara. E, come ogni set che si rispetti, il palco è servito con la cucina a vista, dove si muove Mauro coadiuvato da Alessandro Persia e il resto della squadra, che sovrasta la sala.

Casamatta è una trattoria metropolitana che può essere considerata una locanda in cui si può mangiare e dormire al centro città e con servizi di buona qualità, pensata sia per il pranzo veloce del cliente business che per la riunione di famiglia.

Mauro Del Pizzo è pescarese doc, in cucina è un autodidatta, architetto per formazione. La passione lo ha portato dai vini al mondo della ristorazione ed in cucina ha lasciato subito il cuore, inseguendo i sapori originari della sua memoria, che poi, un po’ parafrasando la parabola della ricerca dell’ultimo sapore di Monsieur Arthens in Estasi culinarie, sono una visione del mondo.

Mauro Del Pizzo

Forte di 25 anni di esperienza, Del Pizzo ha cavalcato le stagioni della ristorazione cittadina con insegne di rilievo come Il diavolo e l’acqua santa sul finire degli anni ’90, il Jambo e il Salus per finire al Supporter Beach di Fossacesia. Dopo aver assorbito da chef importanti le tecniche e le basi, uno studio rigoroso gli permette di maturare una visione della sua cucina e mettere in gioco le capacità acquisite. Fino ad arrivare alla realizzazione del sogno a lungo accarezzato: il progetto Casamatta, trattoria&alloggi.

L’idea di cibo di Mauro Del Pizzo è particolarmente legata alla terra, alle materie prime, ai sapori della tradizione contadina e alla dignità dei sapori solidi. Non è ossessionato dai trend del momento o dall’esigenza di innovare a tutti i costi, perché l’unica sua fissazione è di offrire pietanze che esprimono il gusto sincero e rassicurante di piatti conosciuti, rivisitandone tecniche di lavorazione e ricercando l’ingrediente migliore. A Casamatta, la parola tradizione vale quale espressione delle tipicità regionali abruzzesi, con più di uno sguardo ai piatti forti della storia gastronomica nazionale.

Hamburger di agnello e fonduta di pecorino

Nel piatto di chi scrive sono passati, nell’ordine, il Cannolo di peperone arrosto farcito di salsa tonnata come entrata, dei Ceppetti di pasta bianca con ceci patate e baccalà, finitura olio al peperone di altino e l’Hamburger di agnello e fonduta di pecorino. Tra loro mi ha colpita quest’ultimo per equilibrio e leggerezza, che trattandosi di agnello non è per nulla scontato. Frutto di quattro mesi di sperimentazioni da parte dello chef, l’hamburger è come un panino da mangiare nel piatto, con la carne di agnello ricoperta di pecorino di Atri e composta su base di pane croccante macerato nell’acqua di pomodoro e accompagnato da insalatina e patate rosse del Fucino cotte al forno in sostituzione delle classiche patatine fritte. L’abbinamento con il Cerasuolo Rosa-ae della cantina Torre dei Beati di Loreto Aprutino (Pe) ha esaltato il pranzo in modo eccellente, rendendo l’esperienza ancor più gradevole.

Il menu offre mille altri spunti per chi cerca un ristoro veloce o per chi ha tempo di concedersi un pasto completo. Le restrizioni di questo 2020 non hanno concesso molte altre opportunità, perciò restiamo sintonizzati al desiderio di scoprire di più tornando da Mauro appena sarà possibile.