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Case Popolari a Pescara, Pettinari in replica ad assessore all’edilizia: nessuno sfratto bloccato dal governo

Pescara. “Continuano ad arrivare difese di ufficio dal centro destra che pur di seguire logiche di partito sconfessano le denunce di centinaia di cittadini che abitano le periferie: cittadini a cui da anni sono vicino facendomi portavoce delle loro istanze e a cui queste persone dovrebbero iniziare a dare delle risposte. Si arriva ad attaccare le mie battaglia di giustizia definendole demagogia, e a fornire una narrazione fantasiosa sull’operato del governo pur di difendere l’indifendibile, a volte mi viene da pensare fino a che punto le persone possono spingersi per coltivare il proprio orticello politico”. Così in una nota Domenico Pettinari, Vice Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo. “Tralasciando, comunque, le accuse infondate sulla mia persona, (per fortuna ho gli anni di servizio alla comunità che parlano per me), ci tengo a ribadire che nulla di più falso viene detto quando si afferma che il Governo M5S ha bloccato gli sfratti. Infatti tutte le occupazioni abusive fatte in violazione della legge penale,  ovvero occupazioni eseguite sfondandola porta e a per cui è presente un decreto di sequestro possono e devono essere eseguite e non vi è alcun impedimento da parte del Governo centrale.  Il 99% delle occupazioni abusive attuate a Rancitelli è classificabile in questa categoria, quindi si sta dando un’informazione inesatta alla cittadinanza cercando in una logica di scaricabarile la giustificazione all’inerzia del centro destra”.

“Denuncio da anni”, spiega Pettinari,” queste situazioni al limite e non lo faccio certo sulla base di fantasie, ma sui dati che l’Ater, proprietaria delle case in questione e che ringrazio per la disponibilità, mi fornisce; e  su quello che chi vive tutti giorni quei luoghi mi racconta avendo visto con i propri occhi. Le case del ferro di cavallo sono di proprietà di Regione Abruzzo ed è dalla Regione  e dall’organo preposto alla gestione dell’edilizia residenziale pubblica regionale che voglio spiegazioni. Il resto sono pareri non richiesti di cui i residenti sono stufi, e un po’ anche io. Capisco che per il centro destra l’argomento sia difficile da affrontare con razionalità e buon senso, del resto quando ci si riempie la bocca con slogan sulla sicurezza e poi accadono continuamente atti criminali sotto gli occhi di tutti il boccone deve essere amaro da digerire, ma non è certo con attacchi al sottoscritto e ricostruzioni fantasiose dell’iter normativo sugli sfratti che risolveranno la questione. La legge regionale 96/96  parla chiaro”, spiega ,” ho contribuito io stesso a migliorarla e renderla più stringente. Gli amministratori comunali la studino e poi mi dicano, questi sì che sono dati che dovrebbero fornire loro alla Regione,  se tutti gli abitanti del ferro di cavallo rispondono ai requisiti per l’assegnazione e il mantenimento del diritto di alloggio previsti dalla legge. Nello specifico vorrei capire se tutti gli abitanti del ferro di cavallo o delle periferie più a rischio nella città  1) non si sono mai allacciati alle utenze abusivamente 2) Sono assegnatari con  regolare vincita del bando 3) Non hanno occupato la casa in cui alloggiano 4) Non hanno  ricevuto da altri la casa in logiche di sub affitto 5 ) Hanno la fedina penale pulita”.

“Se sono pronti”, prosegue Pettinari,” a fornire atto ufficiale alla regione in cui si certifica che questi requisiti sono tutti rispettati allora vuol dire che siamo tutti in preda a un delirio di massa e nel quartiere del Ferro di Cavallo si vive come in un paradiso in terra. Ovviamente non è così, tanto che pensano di risolvere il problema abbattendone una parte, senza però pensare che a poche decide di metri ci sono abitazioni Ater vuote, precisamente in via lago di Capestrano, che con grande probabilità saranno occupate proprio da coloro che oggi occupano il ferro di cavallo che vogliono abbattere. Capisco che per loro prendere un martello e demolire la pubblica proprietà non è una cosa nuova, ma non è così che si risolvono i problemi. Gli amministratori comunali di oggi non sono i primi a tentare di screditare il mio lavoro e non saranno certo gli ultimi. Io continuerò a combattere al fianco dei cittadini, persone oneste che mi sono vicine anche quando dalla politica mi arrivano accuse infondate o addirittura quando dei criminali mi hanno minacciato. Continuerò a combattere vicino a loro e a dare voce alle loro richieste, l’ha fatto in passato, lo faccio ora e lo farò sempre in ogni modo possibile”, conclude Domenico Pettinari.