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Caso Sea Watch, D’Agresta (Articolo Uno) attacca Salvini: piena solidarietà, è il momento dell’umanità

The Sea Watch 3 vessel out from the Lampedusa harbour, Italy, 26 June 2019. The captain of Sea Watch 3 vessel, carrying 42 survivors on board, has decided to defy possible heavy fines Italy has threatened to impose of ship captain if she arrives. ANSA/ELIO DESIDERIO

Pescara. Nelle ultime ore la nave Sea Watch che aveva soccorso 45 naufraghi ha forzato il blocco imposto dal Ministro degli Interni e si dirige verso Lampedusa. A commentare l’accaduto, ormai in prima pagina su tutti i giornali nazionali, è D’Agresta, segretario provinciale di Articolo Uno Pescara, che esprime solidarietà e attacca il ministro Salvini.

“Siamo totalmente al fianco della Sea Watch e del suo capitano che ha deciso di forzare il blocco”, spiega D’Agresta, “le 45 persone messe in salvo dalla nave non rappresentano in nessuna misura una minaccia per il nostro Paese. Ogni giorno sbarcano rifugiati a Lampedusa, a quelli sulla Sea Watch si vorrebbe far pagare la “colpa” di essere stati salvati da una Ong per le esigenze propagandistiche di Matteo Salvini”.

“È inutile che ora il Ministro dell’interno evochi i sacri confini nazionali come un Cadorna fuori tempo massimo”, precisa D’Agresta, “avrebbe dovuto fare solo il suo lavoro: partecipare ai tavoli europei per un nuovo accordo sulla ridistribuzione equa dei rifugiati, non l’ha fatto e ora farebbe bene a tacere. Salvini si dimostra un totale fallimento come Ministro”.
“Adesso invece è il momento dell’umanità”, conclude, “bisogna aiutare quelle persone come in queste ore stanno chiedendo tanti italiani. La solidarietà non si esaurisce oggi, saremo in tanti nei prossimi giorni vicini all’equipaggio e ai migranti sulla Sea Watch contro eventuali abusi politici”.