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Centrale Snam a Sulmona, respinto il ricorso presentato dai Comuni

Sulmona. È stato respinto dal Consiglio di Stato il ricorso in appello che il Comune di Sulmona ha depositato, insieme a sette Comuni della Valle Peligna (Pratola Peligna, Raiano, Prezza, Anversa degli Abruzzi, Corfinio, Pacentro e Pettorano sul Gizio) e alla Regione, ad adiuvandum, contro il procedimento del consiglio dei ministri e del Mise, che autorizza a costruire la centrale di compressione gas a Sulmona, in seguito alla sentenza del Tar del Lazio che non aveva accolto il ricorso presentato, ad adiuvandum, con molti Comuni del territorio lo scorso anno.

“Ho condotto in questi anni, con molta convinzione, insieme ai sindaci del territorio, una battaglia contro quest’opera su tutti i fronti e con tutti i mezzi a disposizione, con ricorsi giudiziari e con atti e istanze nelle sedi ministeriali per sollecitare azioni politiche, con Ingv, nelle conferenze dei servizi, e in altre sedi, per ribadire la contrarietà di un intero territorio alla centrale di compressione e al metanodotto, ritenendole opere fortemente dannose per il territorio” spiega il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. “La sentenza che oggi ha respinto il ricorso in Consiglio di Stato, malgrado l’autorevole difesa delle nostre ragioni da parte dell’avvocato Alfonso Celotto, costituzionalista incaricato dal Comune di Sulmona, che ha seguito i due ricorsi nei due gradi di giudizio con grande passione e generosità, di fatto lascia aperti i dubbi sulla pericolosità dell’opera su cui il Consiglio di Stato non si esprime per mancanza di sufficienti elementi scientifici, ma proprio per questo non lo esclude”.

“Resta, pertanto, per l’amministrazione la convinzione di un rischio d’impatto ambientale negativo della centrale di compressione, su cui ora chiedo alla politica, a livello regionale e in particolare al governo, di proseguire la battaglia anche in considerazione di come le politiche energetiche mondiali siano sempre più rivolte a fonti alternative rendendo ora l’opera sicuramente non strategica come, nei presupposti, quindici anni fa era stata concepita” conclude Casini.