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Cgil L’Aquila: si allungano i tempi per il complesso sportivo di Santa Barbara e la politica gioca sulla pelle dei lavoratori

L’Aquila. “Quanto accaduto oggi durante il Consiglio comunale dell’Aquila è al limite dell’indecenza e del paradosso. L’Atteggiamento della politica assume una connotazione ancor più inaccettabile se consideriamo che tra i punti all’ordine del giorno che dovevano essere discussi durante il Consiglio vi era anche quello riguardante l’approvazione del bando per l’affidamento del complesso sportivo di Santa Barbara” afferma in un comunicato CGIL L’Aquila.

“Va da sé che il mancato raggiungimento del numero legale ha come effetto immediato il perdurare di lungaggini e ritardi nell’avvio della procedura di gara per l’assegnazione dell’impianto sportivo di Santa Barbara. Precedenti dichiarazioni dell’Assessore allo Sport ipotizzavano una pubblicazione del bando già a fine luglio 2019, a distanza di più di 6 mesi ancora nulla si muove.

Inaccettabili sono, pertanto, le conseguenze in capo ai lavoratori i quali, va ricordato, sono stati licenziati a marzo 2019, ed ora rischiano sempre di più di concludere il periodo di utilizzo dell’indennità NASPI senza vedersi riconoscere, in tempi certi, il diritto alla ricollocazione presso il nuovo gestore.

Altrettanto inaccettabili sono le conseguenze per la Città dell’Aquila che continua a rimanere senza un centro di aggregazione sportivo di valore culturale e sociale e che è stato il centro di riferimento nella Città per numerosi utenti.

Ad oggi, purtroppo, l’unica certezza è che i tempi diventano sempre più incerti e, pertanto, per i lavoratori diventa sempre più concreto il rischio di essere ricollocati al lavoro successivamente alla scadenza della Naspi, restando senza alcun sostegno al reddito, e per la città e per la popolazione si riduce ulteriormente la speranza di vedere riaperta una struttura essenziale alla diffusione della cultura e del valore sociale della pratica sportiva nonché un luogo di aggregazione e ciò a causa di discussioni politiche autoreferenziali che si disinteressano completamente dei bisogni della Città, dei cittadini e dei lavoratori.

La Città dell’Aquila non ha bisogno di tutto questo, non ha bisogno di assistere a balletti del potere, ma ha bisogno di rimettere al centro della discussione gli interessi generali della collettività, ha bisogno di un governo che faccia programmazione e che a quella programmazione dia seguito con atti amministrativi che ormai da troppo tempo sono fermi nelle stanze dell’Amministrazione Comunale.

Bisogna invece constatare, alla luce di quanto accaduto oggi, che l’amministrazione Comunale non ha alcun interesse a rilanciare le attività sul territorio e che non vi è nessuna intenzione di investire su una struttura che riteniamo strategica per la città, una struttura complessa che per sua natura e per i servizi che offriva alla collettività era tra le prime in Regione, infatti circa 4000 utenti frequentavano regolarmente la struttura, fruendo dei vari servizi e delle varie discipline sportive che questa offriva, atleti che oggi sono costretti ad un esodo forzoso verso altre strutture in tutta la provincia ed anche oltre, con costi ulteriori per le famiglie.

Da non sottovalutare è, inoltre, il rischio ulteriore riferito al degrado di un quartiere che per decenni ha vissuto la sana vivacità di chi frequentava la struttura sportiva e che oggi vive in uno stato di

totale abbandono.

Riaprire il complesso sportivo vuol dire anche riqualificare e valorizzare parte della Città.

Torniamo a ribadire la necessità di riaprire in tempi certi e celeri il complesso sportivo, dando continuità lavorativa e reddituale ai dipendenti. Continuità lavorativa utile a tutelare i livelli occupazionali e finalizzata alla corretta applicazione della clausola sociale per salvaguardare il lavoro ed il salario del personale precedentemente addetto al servizio.

Chiediamo un atto di responsabilità, avulso da logiche per noi del tutto incomprensibili, affinché sia interesse di tutti tutelare i 18 lavoratori a tempo indeterminato, tra cui 6 lavoratori diversamente abili, che da anni prestano la loro attività lavorativa a servizio della collettività, in un territorio martoriato dalla crisi.

Contestualmente chiediamo di salvaguardare, tramite la riapertura dell’impianto, la continuità dell’erogazione dei servizi sportivi che rivestono un valore per questo territorio ed un interesse pubblico per centinaia di cittadini e cittadine.”