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Chiusura punto nascita a Sulmona, La Civita contro Ranalli: solo inutili incontri

Sulmona. Luigi La Civita interviene nuovamente sulla vicenda della chiusura del punto nascita in città. “Ancora un’altra inutile convocazione di assemblea pubblica”, ha spiegato, “dopo il “convocatore” Ranalli, si aggiunge la “convocatrice”  Taglieri, neo vice Sindaco che, armata di buona volontà, sta purtroppo replicando l’inutile percorso già intrapreso (e concluso?) dal Sindaco Ranalli. Non ci prendiamo in giro. L’unica azione seria e concreta da mettere in campo è quella di assediare politicamente il Presidente D’Alfonso e pretendere la revoca del Decreto commissariale n.10.2015 – a firma dello stesso D’Alfonso. Di rinvii, prese in giro, promesse di incontri e di incontri finiti con un nulla di fatto ne siamo letteralmente stufi. I partiti del centro-sinistra devono smetterla di usare il territorio come paravento delle loro vere responsabilità. Ci chiediamo perché non hanno dialogato nei tempi dovuti con il Presidente D’Alfonso? Perché D’Alfonso gli ha fatto piovere dall’alto il Decreto 10 senza un minino di rispetto bambinidei loro ruoli istituzionali? In altri tempi, a parti politiche invertite, si sarebbe invocato all’alto tradimento. Ora però ci aspettiamo coerenza e rispetto per i cittadini. Al Ministro Beatrice Lorenzin, semmai, avremmo dovuto portare una risoluzione di Consiglio Regionale che prendeva atto delle peculiarità orografiche del nostro territorio; che sospendeva l’efficacia del Decreto D’Alfonso n.10.2015; che riapriva il tavolo tecnico preposto alle valutazioni di merito. Insomma il Partito Democratico, maggioranza in Regione Abruzzo, anziché scaricare le responsabilità sul Ministro Lorenzin, avrebbe dovuto farsi carico di un serio problema del territorio connesso all’erogazione dei servizi sanitari. In tanti incominciamo ad avere la sensazione che il centro-sinistra locale non sapendo a che Santo votarsi, per nascondere lo scriteriato operato di D’Alfonso e del Partito Democratico, stia provando a più riprese e con tentativi inutili a diluire e spalmare su di altri le responsabilità che politicamente gli competono. Proponiamo quindi la convocazione di un Consiglio comunale straordinario che, con il suo deliberato,  prenda atto degli effetti del Decreto 10.2015, decida per la sua impugnazione e che preveda di interessare anche il Prefetto affinché la questione non venga più trattata con le modalità della “politica da bar” ma prenda la strada più appropriata.