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Cipolletti su revoca fusione camera di commercio: soddisfatto della scelta. I vertici camerali furono indotti all’errore

Teramo. “Apprendo con soddisfazione la decisione del consiglio camerale della camera di commercio di Teramo di procedere alla revoca della delibera di fusione con L’Aquila, evidentemente una decisione all’epoca frettolosa, ma sicuramente frutto di una sorta di induzione all’errore che trasse in inganno i vertici camerali teramani” dice Marco Cipolletti, esponente del Movimento 5 stelle.

Oggi, finalmente, anche alla luce del mutato quadro legale di riferimento, si vuole correggere e riparare all’errore commesso, poiché è apparso a tutti chiaro che la paventata fusione non porterebbe nessun vantaggio al territorio teramano ma, al contrario, potenzialmente, potrebbe risultare idoneo ad arrecare  gravi danni al tessuto produttivo della provincia, che, sarà bene ricordarlo, vanta il maggior numero di imprese rispetto al territorio aquilano e una diversa vocazione delle stesse, senza considerare, poi, che, stante alle previsioni a suo tempo stabilite, Teramo non avrebbe la sede legale che invece gli spetterebbe di diritto. Ma, la odierna deliberazione di revoca, seppur di significativa importanza, è solo il primo passo. In questo senso ritengo che la “politica teramana” generalmente intesa, da subito e nei prossimi mesi, debba far sentire la propria voce e riportare in tutte sedi istituzionali di riferimento le ragioni a sostegno della Camera di Commercio di Teramo.

In merito all’avviato percorso di accorpamento fra gli Enti camerali di Teramo e di L’Aquila, ho sempre pensato che in questa fase dovesse prevalere la linea del ragionamento e della riflessione e, conseguentemente, ho stimato quanto mai opportuno che la questione, per essere approfondita al meglio, debba trovare una necessaria pausa e che, per il momento, sarebbe il caso di far prevalere le ragioni della cautela anche in considerazione che la questione sia al momento “sub iudice” ed in divenire; ne consegue che le citate ragioni di cautela dovrebbero suggerire di non procedere al perfezionamento del processo di fusione.

D’altra parte, voglio ricordare come durante l’avvio delle procedure di fusione, i dipendenti della camera di commercio di Teramo siccome  preoccupati nel dover patire le negative, future, conseguenze dell’imminente accorpamento, effettuarono lo sciopero con oltre il 90% di adesione, nelle cui motivazioni, fra l’altro, si leggeva: “a seguito di non meglio esplicitate priorità circa la trasformazione dell’ente di appartenenza, ed in assenza di un qualsiasi confronto sulla nuova attribuzione di competenze e deleghe (prima si distribuiscono le competenze, poi si cancellano gli uffici), ovvero prima sarebbe stato necessario definire le funzioni che ciascuna camera doveva assumere e solo dopo individuare la sede e gli organi”.

Oggi, invece, dopo alcuni anni dai rilievi mossi dai dipendenti camerali di Teramo e connesse lotte sindacali, si registra l’odierna presa di posizione che, seppur tardiva,  è comunque bene accetta e condivisibile.