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Clinica Immacolata di Celano, arriva l’ufficialità: non ospiterà i pazienti covid

Celano. La clinica l’Immacolata di Celano: non ospiterà i pazienti covid. La struttura ospedaliera, che doveva accogliere le persone affette da coronavirus in un’area dedicata, non potrà farlo. Come aveva anticipato MarsicaLive nei giorni scorsi, illustrando i possibili scenari per il futuro della clinica, oggi è arrivata l’ufficialità.

La casa di cura avrebbe dovuto ospitare i pazienti ma la dottoressa Maria Mattucci, ex direttrice sanitaria della Asl di Teramo e coordinatrice dell’ospedale Covid di Atri, insediatasi a Celano da una settimana (il posto era vacante da maggio) aveva giorni fa scritto alla Asl dell’Aquila comunicando che la struttura al momento non era pronta ad ospitare pazienti contagiati dal Covid19 in quanto non c’era disponibilità dei medici sui turni.

A renderlo noto è lo stesso sindaco, Settimio Santilli, che fa sapere di aver ricevuto la nota protocollo 21571 del della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’aquila indirizzata alla struttura sanitaria Clinica L’Immacolata, che recita che “vista la circostanza che la attuale disponibilità di medici risulta ridotta a numero 3 unità, appare evidente ed oggettiva l’assenza di garanzia degli standard organizzativi e di personale necessari ad assicurare la legittimità ed appropriatezza delle prestazioni sanitarie, ospedaliere ed ambulatoriali. Si ricorda che è responsabilità precipua dell’erogatore accreditato, nonché inderogabile obbligo di legge garantire tutti gli standard posti a presidio del mantenimento della qualità delle prestazioni e di conseguenza dell’autorizzazione all’esercizio, nonché all’accreditamento”.

La situazione descritta nella nota in epigrafe riverbera i propri effetti sulla convenzione per la cura dei pazienti covid da medicina covid, la quale pur non ancora operativa, è da intendersi risolta per inadempimento della Codesta Struttura. Ci si riserva comunque”, conclude Santilli nello spiegare la nota, “ogni valutazione in ordine al grave nocumento subito da questa Asl per effetto del grave inadempimento della convenzione”.