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Collegio Sindacale Ruzzo Reti, Altitonante: trasparenza, tariffe e collegialità nelle scelte

Montorio al Vomano. Su 36 Sindaci soci della Ruzzo Reti, in 21 hanno votato la nomina dei componenti del Collegio Sindacale della Ruzzo Reti. Il sindaco di Montorio al Vomano, Fabio Altitonante, non ha partecipato al voto. “L’acqua pubblica è un bene di tutti. È sbagliato farne questioni di potere, soprattutto sulla scelta del Collegio Sindacale, che è un organo di garanzia e controllo, dove le scelte dovrebbero essere prese all’unanimità o quasi”. Dichiara il sindaco di Montorio al Vomano a margine della votazione. “Il Comune di Montorio ha scelto di non partecipare al voto per tre ragioni. Uno: trasparenza. È un errore politico che l’organo di governo della Ruzzo Reti – o chi per esso – guidi il voto per scegliersi il proprio controllore (cioè il Collegio Sindacale). Oggi i Sindaci della provincia di Teramo sono usciti dall’assemblea spaccati in due. I Comuni, unici soci della Ruzzo Reti, devono essere i veri protagonisti, a garanzia di un servizio realmente pubblico, che sia di tutti e non di pochi. Due: bollette. La gestione della Ruzzo Reti ha un impatto economico e sociale sul nostro territorio”.

“Nonostante le tariffe della Ruzzo Reti oggi siano tra le più alte d’Italia e rischino di esplodere, l’azienda non dà un servizio adeguato. Oggi una famiglia di 3 persone in provincia di Teramo spende in media 440 euro all’anno (circa 2,01 €/mc), anche più del doppio rispetto a molte altre realtà in Italia. Tre. In questo scenario politico, dove abbiamo dimostrato di saper collaborare tra Sindaci come stiamo facendo per la gestione del Covid, su alcuni temi dobbiamo evitare di innescare guerre teleguidate, in cui a pagare sono i cittadini. Il ruolo della politica è assicurare efficienza, servizi di qualità e tariffe sostenibili. Ci possono essere divisioni totali, dettate da visioni culturali profondamente diverse, ma le regole del gioco vanno stabilite insieme”.

“Ci vuole una politica che rimetta al centro i cittadini e i loro interessi. Questo è l’unico modello che può riportare la provincia di Teramo ad avere la giusta attenzione da parte dell’azione politica regionale e nazionale. Se non faremo così, il risultato sarà lo stesso ottenuto nella scelta dei collegi elettorali, dove la provincia di Teramo è considerata una nullità. L’auspicio è dunque, che sui grandi interessi dei cittadini ci possa essere unità”, conclude Altitonante.