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Comitato Possibile Vasto, ” vandalismo in Via Pietrocola, ennesimo atto vandalico ai danni della piramide di vetro”

Vasto. “La scorsa notte la nostra città è stata colpita dall’ennesimo atto vandalico, compiuto ai danni della piramide di vetro donata dalla Ex Siv (Pilkngton) al nostro Comune e collocata in Via Giuseppe Pietrocola, in una zona periferica. Non stupisce affatto che il gesto indegno e irrispettoso, che condanniamo con forza, abbia matrice neofascista, come testimoniano la croce celtica e le frasi inneggianti al Duce che, ancor più dei danni causati dalle sassate, deturpano l’installazione” spiega la nota a firma di Andrea Benedetti del comitato Possibile Vasto .
“Ciò che è avvenuto non è altro che l’ennesima dimostrazione di qualcosa che continuiamo a dire da tempo e che, alla luce dell’evidenza, delle violenze, dall’assenza di rispetto per le istituzioni democratiche che continuano ad emergere, è più chiaro che mai: il fascismo è ancora tra noi, ed è in qualche modo radicato in quel sostrato di indifferenza e incapacità di affrontare il proprio passato e i propri errori che continua ad alimentare il falso mito degli “italiani brava gente” continua Benedetti.
“Un episodio di questo tipo non può essere tollerato – non solo perché occorre essere intolleranti nei confronti dell’intolleranza – ma perchè se ciò accadesse ci arrenderemmo, di fatto, alle scorribande e alle efferatezze di chi, per quanto tenti di negarlo, non ha nessun senso civico e nessun rispetto né per la nostra Repubblica antifascista né per la nostra comunità. Non possiamo permetterci, non dobbiamo permettere che il neofascismo venga normalizzato; abbiamo il dovere di far riemergere le nostre coscienze da questa torbidità, scongiurando il rischio più grande, quello di annegare nel “mare nero dell’indifferenza”, che già una volta, nel secolo scorso, ha soffocato i nostri respiri.
Cari concittadini, per liberarci del vandalismo, le cui conseguenze ci colpiscono tutti, dobbiamo trovare la civiltà, e per farlo dobbiamo prima liberarci del neofascismo e della sua violenza.” conclude Benedetti.