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Commerciante picchiato e rapinato, condannati due romeni. Altri due sono ricercati

L’Aquila. Avevano rapinato e picchiato un tabaccaio avezzanese: l’episodio risale al 2015 quando due romeni hanno sferrato il colpo ai danni del commerciante di Avezzano. Dopo le prime indagini per il primo malvivente, Ichim Ionut Rosu, di 30 anni, e Vasilica Popa, 28enne, sono scattati rispettivamente l’arresto e i domiciliari. Ora i due sono stati condannati dal tribunale di Avezzano che ha emesso nei confronti del primo una sentenza di condanna a 5 anni e 2 mesi di reclusione, mentre per il connazionale, il presunto palo, di 4 anni e 7 mesi. Altri due componenti della banda sono riusciti a farla franca poiché irreperibili, probabilmente perché tornati in Romania.

Con i filmati, che riprendono solo movimenti circostanziali e non l’aggressione, la polizia di Avezzano era riuscita a dare un volto ai presunti responsabili della rapina ai danni del commerciante avezzanese.

Il commerciante,  che con i suoi familiari gestiva una nota tabaccheria in via Marconi ad Avezzano, aveva chiuso il negozio per tornare a casa.  Aveva parcheggiato l’auto come d’abitudine in piazza Mercato e proprio mentre girava l’angolo fu assalito dalla banda di rapinatori, che lo presero a pugni in faccia. L’uomo riportò serie lesioni alla mandibola. La banda riuscì a fuggire con il borsello del tabaccaio ma all’interno c’erano solo le chiavi dell’attività commerciale e non c’era denaro. Solo qualche settimana prima il professore in pensione aveva anche subìto un furto in casa, dove i malviventi erano riusciti a portare via l’incasso di diversi giorni del lavoro in tabaccheria.

Rosu, uno dei due romeni, è anche rimasto coinvolto insieme a dei connazionali nella vicenda riguardante l’omicidio di Marco Callegari, ucciso l’11 settembre del 2015 da un colpo di pistola sparato da Pietro Catalano, alla Piccola Svizzera, nel comune di Tagliacozzo.

Sempre nel 2015, l’altro romeno, Popa, era invece finito in un’inchiesta dei carabinieri di Avezzano poiché insieme ad altri 13 connazionali era stato riconosciuto come componente di un’organizzazione criminale che spaccava vetrine e rubava soldi dalle slot machine e dalle colonnine cambiamonete di numerosi bar. Nel giro di qualche mese erano diventati il terrore di tutti i baristi marsicani.

Ricostruendo gli spostamenti del tabaccaio e dei romeni, l’accusa è giunta poi alla conclusione che proprio quella banda aveva messo a segno il colpo. Il collegio ha emesso la condanna. I romeni erano difesi dagli avvocati Antonio Pascale e Sonia Giallonardo.