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Commissariamento Banca Popolare di Bari, Marsilio: momento di crisi per l’economia abruzzese

L’Aquila. “Il commissariamento della Banca Popolare di Bari rappresenta per l’Abruzzo un momento di forte criticità per l’economia. A questo punto il governo, mettendo da parte le beghe interne, deve intervenire con la massima urgenza al fine di dare garanzie riguardo i livelli occupazionali e riportare tranquillità ai tanti risparmiatori, che in queste ore non sanno cosa può accadere”. Lo afferma il presidente della regione Abruzzo, Marco Marsilio, in relazione al commissariamento della Popolare di Bari.

“Il sistema bancario abruzzese in un recente passato” aggiunge “ha vissuto la scomparsa delle casse di risparmio di Teramo e di Pescara. Sembrava che l’intervento della Banca Popolare di Bari potesse portare giovamento. Oggi, al contrario il sistema creditizio abruzzese è in forte crisi e non può permettersi la perdita di una banca che comunque rimane riferimento del territorio. La situazione critica della Banca Popolare di Bari ha forti ripercussioni nella nostra regione dove gli sportelli ex Tercas ed ex Caripe sono dislocati in molti paesi anche dell’Abruzzo interno. I parlamentari abruzzesi, a cominciare da quelli che sostengono il governo, difendano gli interessi degli abruzzesi in parlamento e si diano da fare perché vengano subito adottati provvedimenti risolutivi”.

Sulla questione interviene anche l’onorevole Antonio Zennaro, il quale sottolinea che “come deputato, membro della commissione finanze e rappresentante del collegio di Teramo alla Camera, sto seguendo con grande apprensione la vicenda del commissariamento della Popolare di Bari, molto presente attraverso l’ex banca Tercas sul territorio abruzzese. Già nei mesi scorsi avevo denunciato la scarsa attenzione dei vertici dell’istituto a politiche di sviluppo per il nostro territorio e per il sistema produttivo, ora il commissariamento da parte di Bankitalia ne certifica plasticamente tutte le difficoltà. Le priorità dovranno essere il mantenimento e la difesa dei livelli occupazionali e la piena tutela degli interessi dei risparmiatori. Sembra sempre più necessario un intervento statale, che come in questo caso potrebbe essere il punto di partenza per la creazione di una banca pubblica per il mezzogiorno, dedicata a famiglie e piccole e medie imprese, troppo spesso escluse dal sistema creditizio”.

Il consigliere regionale Sandro Mariani, capogruppo di Abruzzo in Comune, afferma che “ieri, prima che le gravi difficoltà della Banca Popolare di Bari diventassero fatto notorio, ho depositato l’ordine del giorno del consigliere di Teramo Speca, una mozione finalizzata ad intraprendere tutte quelle iniziative utili e necessarie alla tutela degli standard occupazionali nel teramano, alla salvaguardia dei risparmiatori, nonché a dare impulso alla costituzione di una banca regionale. I risvolti di questa vicenda sul nostro territorio potrebbero trasformarsi in dramma, per questo ho voluto sollecitare la massima attenzione e richiamare all’urgenza di una discussione seria il governo regionale dell’Abruzzo. È necessario che il presidente della giunta regionale si impegni ad acquisire immediatamente i dati di ricaduta sulla nostra comunità della imminente ristrutturazione aziendale che la Banca Popolare di Bari certamente dovrà mettere in campo e che assume profilo di maggiore severità sotto la guida dei commissari”.

Per il consigliere regionale Dino Pepe, vicecapogruppo del Pd, “il commissariamento della Banca Popolare di Bari è una notizia che, come era facile prevedere, sta iniziando a creare una certa destabilizzazione nel nostro territorio, soprattutto tra i risparmiatori. Da parte mia sto seguendo la vicenda con grande attenzione e, nei prossimi giorni, solleciterò assieme al partito un interessamento del governatore Marsilio affinché si possano acquisire tutte le informazioni necessarie ad aprire, in Consiglio Regionale, un dibattito serio e chiarificatore, che ci consenta di tranquillizzare tutti gli abruzzesi. La priorità dovrà essere, manco a dirlo, la difesa dei risparmiatori, dei piccoli azionisti e dei livelli occupazionali” conclude.