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Commissione d’inchiesta sul trasporto pubblico in Abruzzo, ecco le parole dei capigruppo di maggioranza e del presidente Marsilio

L’Aquila. I capigruppo di maggioranza della regione Abruzzo (Pietro Quaresimale per la Lega, Daniele D’Amario per Forza Italia, Guerino Testa per Fratelli d’Italia e Roberto Santangelo), d’intesa con il presidente Marco Marsilio, hanno comunicato “Il primo CDA dalla neo costituita TUA Spa si tiene l’8 luglio 2015 con la giunta D’Alfonso-Paolucci. L’attuale CDA (era Marsilio) si riunisce per la prima volta il 9 luglio 2019. Il 4 ottobre 2019 il presidente TUA chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta, a partire dal 2015, per ‘una conoscenza completa e puntuale di problemi frutto di stratificazioni temporali successive dal 2015 in poi su tutto il comparto TPL’”.

“Solo dalle date evidenziate”, hanno scritto i consiglieri, “Appare evidente che la proposta Paolucci sottende un atteggiamento tanto furbo quanto scopertamente capzioso. La capziosità e l’irritualità di quello che Paolucci definisce ‘commissione inchiesta’ appare evidente sol che si rifletta sulle richieste di presidenza da parte dell’opposizione. Se l’inchiesta come richiesta deve avere come oggetto gli accadimenti dal 2015 ad oggi, è pensabile che a presiederla sia la parte politica che 48 mesi su 51 l’ha gestita?”.

“L’ulteriore elemento che sottolinea la riserva mentale del proponente è il seguente: ‘può già da oggi ed in prosieguo, Paolucci richiedere nella sua qualità di consigliere regionale tutti gli atti utili per indagare sul TPL? – verifica dei servizi, accesso ai bilanci, alle certificazioni, ai provvedimenti adottati dalle aziende del TPL nel suo complesso, alla verifica del numero e dello stato dei bus per i servizi, nonché sul controllo analogo da parte della Regione?’ La risposta è SI e può essere esercitata attraverso richiesta di atti e/o controllo ispettivo, come peraltro previsto nella delibera 100 del mese di marzo 2017 – Paolucci presente”.

“E allora, qual è il senso dell’istituzione di una commissione d’inchiesta su cose che già può fare nella sua funzione di consigliere regionale? Quella che Paolucci definisce ‘commissione d’inchiesta’ quella che è, in realtà, un comitato di controllo sull’attuale gestione TUA, è un tentativo di commissariare l’assessorato e il dipartimento Trasporti. Non si vuole valutare ciò che è successo (o non è successo) in passato, ma è il tentativo smaccato di condizionare, in progress, gli indirizzi gestionali dell’azienda, tanto della casa madre, tanto delle controllate, attraverso poteri sovraordinati che sono propri della commissione d’inchiesta”.

“Si esplicita, viceversa, cosa il presidente TUA Gianfranco Giuliante intendeva quando già da tempo auspicava l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale sui seguenti argomenti: SISTEMA (sin dal 2015 era nota la gestione in perdita, con conseguenti riflessi negativi sul Bilancio TUA). La messa in liquidazione ha cristallizzato, anzi aggravato, tale stato laddove per diversi anni si sono sostenute spese? Senza che si arrivasse ad una soluzione definitiva (vedi nota MEF). Ad oggi ci si trova dinanzi ad una istanza di fallimento!; CERELLA (operazione finanziaria di salvataggio politico nonostante fosse chiara l’irrisolvibilità nelle problematiche stratificate nell’azienda con misure tampone che hanno prodotto perdite per chi l’ha finanziata); VETUSTÀ PARCO ROTABILE ( un problema datato che è mancato di un sistema di finanziamento atto alla effettiva risoluzione del problema. Sui 200 bus previsti, solo un quarto sono stati oggetto di finanziamenti); MANCATA RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE (con costi e sovrapposizioni non sopportabili dall’azienda); ASSENZA SU PROBLEMATICHE DI POLITICA AMBIENTALE (amianto presente e impianti di prima pioggia assenti in diversi siti); MANCATA INTEGRAZIONE GOMMA/GOMMA E GOMMA FERRO (Lanciano-Pescara); MANCATA COSTITUZIONE OFFICINA UNICA AREA METROPOLITANA”.

“Su questi temi”, hanno concluso infine Quaresimale, D’Amario, Testa e Santangelo, “Sarà dunque istituita una vera commissione d’inchiesta (e non un comitato politico di controllo) per far conoscere a tutti i cittadini abruzzesi le vere cause dei disservizi di TPL nonché la pesante eredità del centrosinistra che in questo come in altri campi il Governo di Centro- Destra regionale è chiamato a fronteggiare”.