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Concorso enologico internazionale, i vini abruzzesi si aggiudicano 7 medaglie d’oro

L’Aquila. Sette Medaglie d’Oro per i vini abruzzesi che hanno partecipato al concorso enologico internazionale La Selezione del Sindaco che si è tenuto in Potogallo. Sono il rosso Pollutro Oro 2009 (90,60 punti), un Montepulciano d’Abruzzo dell’azienda agricola San Nicola, di Pollutri; il Pecorino Costa del Mulino 2014 (89,80 punti) un bianco Terre di Chieti da uve pecorino della cantina Frentana, di Rocca S. Giovanni. Terzo in ordine di punteggio il Don Venanzio 2012 (87,60), un Montepulciano d’Abruzzo, ancora della San Nicola, di Pollutri. A seguire il Terra Regia Montepulciano 2009 (87,20) della Cantina Sangro, di Fossacesia; il Collemaggio 2011 (87,20), Montepulciano d’Abruzzo della cantina Torre Zambra, di Villamagna; e il Pollutro 2013 (87), terzo rosso da Medaglia d’Oro della azienda agricola San Nicola. Infine il Spyro Montepulciano d’Abruzzo 2009 della cantina Ripa Teatina, di Ripa Teatina. In generale i vini da vitigno autoctono conquistano la XIV edizione del concorso enologico internazionale promosso insieme a Recevin, la rete europea dei Comuni a vocazione vitivinicola. Vino-Montepulciano-Terre-dAbruzzoIl punteggio più alto del concorso è andato a un ice wine prodotta in Moldavia con uve moscato ottonel (95 punti), il miglior vino dell’edizione 2015. Gli oltre mille vini iscritti al Concorso (circa 600 gli italiani, oltre 400 i portoghesi, una cinquantina dal resto del mondo) e le concomitanze di altri concorsi ed eventi nel medesimo periodo, testimoniano l’attrattiva e la fiducia dei produttori europei verso La Selezione del Sindaco sia per i contenuti che per il legame vino-vitigno-territorio, che caratterizza questo particolare concorso enologico. La Selezione del Sindaco prevede infatti la partecipazione congiunta delle cantine e dei territori Città del Vino: le prime non possono partecipare se non si iscrive anche il Comune di riferimento. Il concorso prevede anche un limite minimo e massimo da 1.000 a 50.000 bottiglie, con un’attenzione particolare a vitigni autoctoni, vini passiti, vini maturati in argilla e produzioni di qualità delle cantine sociali. “La qualità riconosciuta dalle commissioni d’assaggio va oltre i risultati ottenuti” commenta il direttore delle Città del Vino, Paolo Benvenuti “e testimonia la capacità dei produttori pur in presenza di annate difficili, dovute alle bizzarrie del tempo e ai cambiamenti climatici, di saper produrre bene. In tal senso i vitigni autoctoni sembrano dimostrare migliori potenzialità in vigna e in cantina. La grande prestazione di questi vini e’ un biglietto da visita dei territori anche in senso turistico e di sviluppo locale. Un ruolo che non deve essere snaturato, ma accompagnato con intelligenza negli anni a venire, grazie anche all’impegno costante delle associazioni del vino europee che rappresentano un’eccellenza da tenere sempre più in considerazione”.