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Concorso scuola, Acerbo e Fraleone (Rifondazione Comunista): profonde ingiustizie in atto

Pescara. “Nonostante proteste, presidi, scioperi, appelli e iniziative di tutti i sindacati della scuola per rinviare un concorso, che si poteva anche evitare nella sua forma tradizionale ed espletare per titoli, la ministra Azzolina, pensando forse di recuperare credibilità, ha tenuto duro sul concorso senza preoccuparsi, nella grave situazione in cui ci troviamo di nuovo per la pandemia, del trasferimento di molte/i precari in luoghi lontani, persino fuori regione, per sostenere in posti super-affollati la prova concorsuale.” così Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e Loredana Fraleone, responsabile Scuola Università Ricerca .

“Tantomeno si preoccupa di chi non può partecipare, perché in quarantena o ammalato a causa del Covid, avendo rifiutato anche negli incontri con i sindacati di istituire prove suppletive. Se questo “rigore”, in questo caso burocratico e astratto, l’Azzolina l’avesse utilizzato nel periodo estivo per ridurre il numero degli alunni per classe, con relativo aumento dell’organico, fatto organizzare un sistema dei trasporti decente e sicuro, non saremmo nella situazione drammatica in cui si trovano molte scuole con molti docenti positivi o ammalati. Una bella fetta di questi sono proprio precari che avrebbero dovuto sostenere il concorso per l’immissione in ruolo.  Di fronte a questa palese ingiustizia ed ennesima penalizzazione di chi, anche da anni, contribuisce a tenere in piedi un sistema che va avanti grazie all’impegno volontario di tante/i che ci lavorano con passione, Rifondazione Comunista, oltre a continuare il sostegno alle future mobilitazioni, mette a disposizione il proprio ufficio legale per fare i ricorsi contro le esclusioni di chi non ha potuto partecipare al concorso” concludono Acerbo e Fraleone.