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Confermata chiusura punti nascita. Nuovo modello sanità per uscita commissariamento

L’Aquila. “E’ confermata la possibilità di prevedere la chiusura dei Punti nascita con soglia di attività inferiore ai 500 parti all’anno, compreso il Punto nascita di Sulmona, rispetto al quale si rende comunque necessario rafforzare l’interazione con il 118, anche attraverso l’istituzione di un’elisuperficie adatta al volo notturno al fine di determinare azioni di rendez vous con i mezzi a terra a garanzia della sicurezza delle partorienti e dei nascituri”. E’ quanto afferma l’Agenas, agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, parere tanto atteso e sollecitato da politici, amministratori locali e comitati popolari per dirimostetriciaere il contenzioso sulle decisioni del Cpnr (comitato percorso nascita regionale) che ha proposto di far restare aperti in Abruzzo 8 Punti nascita (L’Aquila, Avezzano, Pescara, Teramo, Sant’Omero, Chieti, Lanciano e Vasto) e di chiudere Sulmona, Ortona, Penne ed Atri. Il parere negativo esclude ogni possibilità di deroga e di considerazione rispetto alle obiezioni avanzate riguardanti la sicurezza del parto, l’organizzazione della rete dell’emergenza urgenza, il trasporto materno e neonatale e addirittura le terapie intensive neonatali. L’unica nota positiva è l’istituzione di una superficie per l’atterraggio e il decollo degli elicotteri che, in collegamento con il 118, dovranno far fronte alle emergenze anche notturne di alcuni parti. L’Agenas, infatti, esaminando i tempi di percorrenza ha rilevato che “non emergono particolari criticità, se non la necessità di porre maggiore attenzione per i comuni montani come Roccaraso e Castel di Sangro afferenti all’ospedale di Sulmona” che per raggiungere un Punto nascita attivo impiegherebbero più di 90 minuti, di qui la proposta di un’elisuperficie e di una maggiore integrazione con il 118. “La disamina degli standard e dei requisiti dei 4 Punti nascita da chiudere evidenzia numerose e critiche carenze organizzative, tecnologiche e di sicurezza che pongono seri interrogativi sul livello di sicurezza per la madre e per il bambino in queste Unità operative e impongono di attivarsi immediatamente per la soluzione di tutte le problematiche”. Di qui il pressante richiamo all’attuazione del trasporto materno e neonatale e della rete di emergenza-urgenza. In realtà il documento Agenas è anche una severa puntualizzazione delle inadempienze e dei ritardi nel completamento del Piano di rientro che ostacola la fine del commissariamento della sanità. In più c’è anche un chiaro richiamo al commissario Luciano D’Alfonso e all’assessore Silvio Paolucci per “il notevole ritardo con cui la Regione Abruzzo sta procedendo alla riorganizzazione dei Punti nascita, delle culle di terapia intensiva neonatale e delle Unità operative di Ostetricia di secondo livello. le maggiori preoccupazioni del documento Agenas riguardano l’organizzazione della rete ospedaliera “sono previsti solo 4 Dea (dipartimento di emergenza) di primo livello e  manca in Abruzzo un Dea di secondo livello, mentre ci sono 12 Pronto soccorso e 5 Ppi (punti di primo intervento). Mancano, inoltre, precise indicazioni sui dove attivare i reparti “di maggiore specializzazione per le emergenze” e su quali sono “i criteri e le modalità per il trasporto e l’allocazione dei malati attraverso il 118”.