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Confesercenti su Carichieti: mobilitazione per non perdere banca. Nessuno si tiri indietro

Chieti. «Con il commissariamento di Carichieti il sistema creditizio abruzzese subisce un colpo doloroso. Se i riflettori della Banca d’Italia si sono accesi su alcune operazioni di grandi importi, la verità è che a pagare il prezzo più alto della probabile chiusura dei rubinetti saranno le piccole imprese, che in Carichieti avevanodownload uno dei pochi punti di riferimento per la concessione di fidi e finanziamenti necessari per affrontare la crisi. Per questo è indispensabile che ora nessuno si tiri indietro». Lo afferma Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti, in riferimento al commissariamento degli organi della Cassa di risparmio della provincia di Chieti. «Le sole Bcc non bastano. Siamo preoccupati come non mai – avverte Giammarino – perché il solo continuare con la stretta creditizia di oggi vorrebbe dire mettere seriamente a rischio l’esistenza di migliaia di imprese abruzzesi. È evidente che ogni sforzo delle istituzioni va indirizzato al salvataggio del ruolo di Carichieti come banca di riferimento d’Abruzzo: facciamo in modo che il risanamento della banca non corrisponda ad una vendita sbrigativa. Siamo certi che il commissario Sora avrà tutto l’interesse sia a stringere i tempi del commissariamento sia a rafforzare la partnership con il sistema dei confidi, l’unico in grado di attenuare la stretta creditizia che minaccia ulteriormente le imprese. E nel frattempo cresce anche la responsabilità della nuova direzione territoriale Bper di Lanciano, che ha assunto un ruolo di rilevanza interregionale ed alla quale oggi il mondo delle imprese guarda come interlocutore con la testa in Abruzzo». La Confesercenti, che rappresenta in Abruzzo circa 12 mila imprese del terziario e dell’artigianato, chiede tuttavia l’apertura di un confronto serrato sul futuro del credito in Abruzzo. «Le risorse pubbliche e private devono essere messe rapidamente a disposizione dell’unica banca regionale abruzzese. Ma se la banca centrale sta mandando segnali inequivocabili sull’insufficienza delle banche locali, è il momento di uscire dai confini regionali e immaginare di costruire un polo macroregionale – propone Confesercenti – a condizione che l’Abruzzo possa esserne protagonista e non terra di conquista. Le istituzioni, a partire dalle fondazioni di origine bancaria, dispongono degli strumenti giusti per farlo: ma hanno il dovere di farlo subito».