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Coniugi di Scerni morti nel fiume Orta, l’assicurazione dell’Ente Parco Majella offre 500mila euro

La proposta prevede la rinuncia dei familiari a costituzione parte civile

Pescara. Formalizzata un’offerta di 500 mila euro, da parte dell’assicurazione dell’ente Parco Majella, a titolo di risarcimento in favore dei familiari dei coniugi di Scerni, deceduti il primo maggio 2017, durante una gita, dopo essere scivolati e annegati nel fiume Orta, nel comune di Caramanico Terme. Sia l’ente Parco che il Comune di Caramanico si erano costituiti in giudizio, come responsabili civili, nella precedente udienza, davanti al gup del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, dopo essere stati citati in giudizio dagli avvocati di parte civile.

L’accordo prevede la rinuncia alla costituzione di parte civile, da parte dei familiari delle vittime, e la rinuncia ad ulteriori azioni legali. Sia l’ente Parco che il Comune di Caramanico si erano già costituiti in giudizio, come responsabili civili, davanti al gup del tribunale di Pescara Nicola Colantonio.

I negoziati proseguiranno, mentre si attende un’offerta anche da parte dell’assicurazione del Comune di Caramanico. Moglie e marito finirono nel fiume, venendo poi trascinati dalla corrente, davanti ai figlioletti di 8 e 5 anni, pietrificati per l’accaduto. Nel procedimento sono imputati Simone Angelucci e Oremo Di Nino, all’epoca sindaco di Caramanico e direttore dell’ente Parco, con l’accusa di omicidio colposo.

Entrambi sono finiti nell’inchiesta poichè, secondo la Procura, l’incidente che causò la morte di Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi, coetanei trentaduenni, non è riconducibile ad una fatalità né ad un’imprudenza da parte delle vittime, ma ad una serie di gravi responsabilità omissive legate alla mancata segnalazione dei pericoli lungo il percorso battuto quel giorno dalla famiglia Pirocchi.