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Consigliere Fioriti (Progetto Atessa): incontro con il sindaco a teatro non ha portato a nessuna novità se non alla morte del paese

Atessa. “Viste le premesse, si aspettava con ansia il coup de théatre da parte della redazione di Borrelli, ma nessun colpo di scena sabato scorso all’edizione teatrale delle cose fatte e da fare, messa su dal sindaco atessano nel vano tentativo di eliminare le maldicenze circolanti sulle cose non fatte, a circa tre anni del suo mandato” esordisce il consigliere comunale di minoranza Carmine Fioriti.

“Ebbene nulla di nuovo sotto il sole atessano. Nessuna risposta è stata fornita a chi chiedeva le motivazioni della riassegnazione delle deleghe all’interno della Giunta, operata all’indomani della bacchettata dell’ANPI. Difficile, infatti, pensare che non vi sia sofferenza, all’interno della giunta, quando si mutilano assessori e si comincia il walzer delle deleghe.

Comunque sia non era sicuramente il caso di una edizione straordinaria per attestare e certificare che non c’è nessuna novità e soprattutto nessuna opera, piccola o grande, da interessare i posteri, pur riconoscendo l’efficienza di qualche isolato assessore. Praticamente il richiamo della cittadinanza a teatro, resosi necessario dopo il diktat dei nuovi partigiani dell’ANPI, non ha prodotto l’effetto sperato. Benchè mal si comprende quale effetto positivo avesse potuto produrre, la sintesi delle cose fatte dalla redazione Borrelli si concretizza nello spaccio per grandi opere di interventi di 30/40.000 euro, costituendo in pratica ordinaria amministrazione e di progetti che, forse potrebbero anche vedere la luce, ma che trovano origine e merito dalle amministrazioni precedenti.

Dopo di che il nulla, se non una “lectio magistralis” sul bilancio del comune, condita dalle solite accuse all’amministrazione precedente; accuse che, al momento, garantiscono al comune di Atessa il palmares nella speciale classifica della durata delle accuse alle passate gestioni. Infatti, altri comuni, su questa strada, si sono fermati dopo i primi sei mesi, al massimo dopo un anno. Da noi perdura ancora!

Per quanto riguarda, invece, le cose da fare, Borrelli si ferma al Cimitero. Laddove sorgerà la cittadella dello sport che risolverà i problemi del centro storico (sic.!), mentre altri due progetti interesseranno la nota zona gru di piazzano e quella industriale. Al riguardo ci si permetta di nutrire non uno, ma mille dubbi sulla funzionalità di una cittadella così come è stata ideata, in assenza di un team ad alto livello in fatto di wolley o basket. Sicuramente una piscina all’aperto, accanto a quella coperta, avrebbe attirato più gente e reso più efficiente un servizio per tutto l’anno.

Per la zona gru, al di là di tutti i concorsi di idee, non può che esserci la doverosa e necessaria soluzione del polmone verde per aiutare ad aggregare i cittadini della zona ed avere un minimo conforto, pur risultando i limiti di emissione di PM10 migliori rispetto al 2018. Per la zona industriale c’è un mondo di cose da fare, ma vanno fatte in modo di assicurarsi, sempre e comunque in via preliminare, la sicura permanenza delle aziende in zona e lavorare tanto acchè non si verifichino pericolose delocalizzazioni. Per quanto ci riguarda da vicino, il fatto preoccupante che è emerso dall’incontro di sabato scorso è la questione del centro storico. Praticamente è stata certificata la sua fine.

Già con l’operazione “serrande abbassate” era chiaro l’interesse a distogliere i cittadini dal problema dei problemi. Pochi investimenti, idee confuse e commercianti con l’acqua alla gola. Ed ora non v’è progetto, idea originale, impegno costante a fare in modo che qualcosa cambi o si muova. Sicuramente non è facile, ma basterebbe guardare a ciò che stanno facendo le altre città con identico problema. Da noi il centro è stato completamente abbandonato e le ripercussioni sono diventate agoniche per tutti gli operatori. Di fronte a tale scenario da “day after” non si può rimanere inermi, anche perché non si vede alcun movimento, idea, azione, mobilitazione finalizzati alla incentivazione di riaperture di attività, al contrario dell’affanno evidente che ha colpito indistintamente tutti gli esercenti della zona e che ci preoccupa fortemente.

Come si fa ad affermare che una cittadella dello sport risolva il problema del centro storico, così come una conferenza ad ogni morto di papa ? Ma, al di là di qualsiasi idea lanciata da noi, tocca a chi Governa preoccuparsi della soluzione. E’ difficile? Lo sappiamo, ma è qui che una amministrazione efficiente ed illuminata fa la differenza.”