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Consiglieri centrodestra, verso il debug se l’azione amministrativa provinciale non cambia rotta

L’Aquila. “Sembra essere sottovalutato e screditato il ruolo dell’attuale Consiglio Provinciale e dello stesso Presidente della Provincia allorchè si passa da una precedente situazione di funzionamento dinamico e propositivo delle commissioni consiliari con analisi sempre approfondite dei temi riguardanti l’intero territorio provinciale, all’attuale situazione di inerzia forzata del consigliere al quale si sottopongono tematiche vitali per l’Ente, come l’approvazione di un bilancio, senza nemmeno avere gli atti con congruo anticipo rispetto alla data fissata per il Consiglio.” provinciaE’ quanto affermato dai consiglieri provinciali di centrodestra Felicia Mazzocchi, Gianluca Alfonsi, Paolo Federico ed Americo Montano ” I colleghi consiglieri converranno che non è possibile alzare la manina per approvare qualcosa che non si conosce e ancor più grave se si tratta di un bilancio per il quale è in corso la diffida ad adempiere del Prefetto, pena lo scioglimento del Consiglio stesso. Se l’Ente subisce i cambiamenti imposti dalla legge la struttura amministrativa deve tempestivamente adeguarsi avendone tutte le competenze, soprattutto se parliamo dell’area amministrativo/finanziaria in mano al Dirigente Speciale, anche Sindaco di Avezzano, con tutte le carte in regola per dare risposte  pronte al mutare dello scenario normativo. Tutto questo nella immutata funzione costituzionale dell’Ente e nelle immutate competenze a servizio dei cittadini. Ma non è così che si opera per ottenere risultati. Non possiamo” aggiungono “essere disposti ad un ruolo di comparse al buio. Se l’ansia e lo sbandamento dei cambiamenti deliranti di Delrio devono sfociare nell’”uso”, sic et simpliciter, dei consiglieri provinciali, quasi come pupazzetti istituzionali messi per forza in un ruolo di trapasso carontiano fino alla sponda della morte di un presunto ente inutile, non ci possiamo prestare. Ne va della nostra dignità. La verità è che solo quando, esaurite le risorse a disposizione, saranno i cittadini a pagarne a caro prezzo le spese, sarà troppo tardi. O la macchina amministrativa, quindi, va di pari passo con le esigenze del territorio, come sentite, reclamate e sollecitate nella programmazione dagli organi istituzionali dell’Ente, o non abbiamo gli strumenti di servizio necessari ad assolvere il nostro dovere. Ciò che risulta sempre più chiaro” concludono “è che si sta attuando una riforma che fa finta di non vedere i costi stratosferici delle regioni e degli altri enti e ministeri italiani, e che ha lo scopo di imboccare il popolo in falsi risparmi di spesa pubblica, che saranno prestissimo smentiti dalla mancanza di risorse primarie per le esigenze degli studenti, ad, esempio in tema di scuole, o delle manutenzioni in tema di strade o ancora di ambiente, funzioni invariate delle province d’Italia.  Ora più di prima, il supporto della struttura amministrativa deve essere massimo, come deve essere, a maggior ragione, massima la trasparenza di tutti gli atti visibili prontamente ed integralmente sul sito web dell’Ente; se dobbiamo esserci, abbiamo il dovere di farlo nel rispetto del nostro ruolo affinché possiamo svolgerlo con lo spirito di servizio che caratterizza l’attività “Politica” a cui siamo chiamati, altrimenti di “politichetta” ce n’è già tanta. E quella non ci interessa”.