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Contro i padroni serve più pubblico: Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero dei lavoratori

Teramo. “Il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea esprime pieno sostegno e appoggio alle lavoratrici e ai lavoratori della Pubblica Amministrazione che oggi hanno scioperato, scendendo anche in piazza a Teramo e nel resto del territorio Provinciale. Rifondazione Comunista sostiene con forza lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto dalle organizzazioni sindacali Fp CGIL, CISL Fp, UIL Fpl contro gli attacchi dei soliti soloni che dall’alto di “cattedre” ben remunerate contrappongono, falsando i dati sugli aumenti proposti dal governo, i dipendenti pubblici ai privati, gli stabili ai precari”.

“Come stanno denunciando il Segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e il Segretario regionale Marco Fars, siamo difronte alla solfa riproposta da anni il cui risultato reale non è togliere a chi sta un po’ meglio per dare a chi sta peggio, ma peggiorare le condizioni e ridurre i diritti di tutte/i. I problemi veri del lavoro autonomo lasciato solo e dei precari con retribuzioni e diritti indegni di un paese civile non si risolvono colpendo ancora lavoratrici e lavoratori con stipendi quasi fermi da 13 anni”.

“Togliere qualcosa ad un dipendente pubblico che guadagna poco più di mille euro non aiuta il precario che ne guadagna un po’ meno. Il problema è assumere i precari, garantire salari dignitosi a tutti, pubblici e privati, far ripartire l’economia e contrastare l’emergenza sanitaria con più sicurezza. La lotta dei dipendenti pubblici è sacrosanta perché sono i meno pagati d’Europa, lavorano con organici ridotti, con mezzi e strutture inadeguate e, nel mezzo della pandemia mancano ancora delle condizioni di sicurezza per svolgere funzioni fondamentali per la tutela dei cittadini”.

“La loro lotta parla di un’emergenza che riguarda tutto il paese reso fragile da anni di tagli di tutto il sistema pubblico, dalla sanità alla scuola, dai Vigili del Fuoco ai Comuni, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche. È ora di abbandonare le ubriacature liberiste e il primato dei profitti insensibili alla vita delle persone e investire la maggior parte delle risorse disponibili per ricostruire un pubblico all’altezza dei bisogni del paese”.

“E per disporre del massimo di risorse necessarie e invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze si tassino finalmente le grandi ricchezze a partire da un milione di euro in su. Restituire valore e dignità ai pubblici dipendenti e incoraggiare in loro un forte senso del ruolo pubblico è fondamentale per il miglioramento della qualità dei servizi e dei diritti dei  cittadini”.

“Per questi motivi siamo al fianco dei lavoratori statali in sciopero e proponiamo: consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici, assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori, stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato, reinternalizzazione di tutti i servizi affidati ai privati. Il governo Conte cambi rotta e ascolti le lavoratrici e i lavoratori. C’è bisogno di più pubblico, subito!”.