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#Controsenso, cronaca nera: cosa è cambiato e cosa cambierà. Bellelli: ieri come oggi si viaggia verso accertamento verità

Tagliacozzo. “Cronaca nera dagli anni ’70 a oggi, cosa è cambiato e cosa cambierà“. E’ questo il titolo del seminario che si è tenuto questa mattina, a partire dalle 11.15, in occasione del Festival della Comunicazione Controsenso.

Quanto conta il rispetto delle regole, quanto incide l’intuizione del giornalista nel ripercorrere i fatti, quali sono i punti di contatto tra il lavoro del giornalista e il magistrato: queste e molte altre le tematiche che sono state al centro del dibattito.

A intervenire: Giuseppe Bellelli, procuratore della Repubblica, Paolo Mastri, scrittore e giornalista, Rocco Coletti, giornalista e vicesegretario professionisti Sga e Daniele Astolfi, giornalista e vicesegretario pubblicisti.

La prima regola per svolgere bene questo lavoro è partire dall’ipotesi più semplice, la quale nella maggior parte dei casi si rivela essere quella giusta. Anche se questa non fa notizia o è una ipotesi investigativa poco seducente. Con il passare del tempo”, ha dichiarato Giuseppe Bellelli, “sono avvenuti diversi cambiamenti. Oggi, ad esempio, c’è una maggiore attenzione nei confronti della vittima rispetto al fatto in sé per sé”.

Le due professioni – magistrato e giornalista”, ha continuato, “viaggiano insieme verso l’accertamento della verità anche se alla base ci sono scopri differenti. L’importante in entrambi i casi è avere in mente quelle che sono le regole principali: confronto, onestà intellettuale, intuito e cultura personale”.