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Un Abruzzo di modernità e innovazione, convegno ai laboratori del Gran Sasso

L’Aquila. L’Abruzzo può essere un esempio di modernità e innovazione. E realtà come quelle di “Sistema Sapere e Crescita” e de “La Società della Conoscenza in Abruzzo” lo dimostrano. Di cosa si tratta? Sono progetti nati dalla collaborazione di Regione e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, volti alla realizzazione di attività di alta formazione “atte a garantire il trasferimento di conoscenze avanzate al tessuto produttivo regionale e alla crescita della competitività del territorio.” I primi interessanti risultati, di un percorso iniziato nel 2007, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, sono stati illustrati ieri in un convegno, nella sala conferenze “Enrico Fermi” dei Laboratori. Scuole estive, lezioni frontali, laboratori didattici e lectures con ospiti internazionali (anche in diretta streaming) hanno avvicinato i ragazzi di merito ad una scienza vivace e poliedrica. E poi corsi online per aziende e corsi di aggiornamento per insegnanti. Tutto per promuovere la ricerca scientifica e lo sviluppo intelligente del territorio. Tanti giovani di talento sono stati ospitati in stage di quattro mesi presso grandi aziende locali, che, presenti all’incontro, hanno incoraggiato a continuare su questa strada. Hanno partecipato anche centri di ricerca come l’Osservatorio di Teramo, i cui ultimi studi su nuovi modelli di telescopi porteranno probabilmente ad importanti risvolti nell’astrofisica. Tra le tante iniziative, studenti vincitori di un bando,in nove anni per alcuni giorni,sono stati ospitati dalla “Princeton University”, tra i cui viali camminarono, in veste di insegnanti, Albert Einstein, Robert Oppenheimer e John Forbes Nash, solo per citarne alcuni. Il 70% dei duecento ragazzi partecipanti alla scuola estiva hanno scelto una facoltà scientifica. L’entusiasmo nelle parole degli stessi protagonisti di queste esperienze conferma il successo delle iniziative. D’altronde, parla chiaro il direttore dei “LNGN” Stefano Ragazzi, che promette nuovi progetti, e aggiunge: “Dobbiamo arrivare a formare eccellenze mondiali”. Ma tutto questo non sarebbe avvenuto senza la stretta sinergia tra l’ amministrazione regionale, nei panni dell’assessore Marinella Sclocco, le aziende ed un centro di ricerca internazionale. Un grande modello di sviluppo per l’intero Paese. Non è mancata qualche critica (contro una burocrazia macchinosa) e non mancano le difficoltà, infatti lo stesso assessore ha garantito, per il proseguo di questi progetti, 142 milioni di euro provenienti dall’Europa, quasi la metà di quelli della programmazione precedente. La pianta è germogliata, ma ora bisogna farla fiorire. Diego Renzi