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Coronavirus, 3 nuovi casi in provincia dell’Aquila: in totale sono 318

L’Aquila. Coronavirus: ad oggi, 14 agosto, sono 318 i casi positivi al Covid-19 registrati in provincia dell’Aquila, di cui 4 ricoverati non in terapia intensiva, 0 in terapia intensiva e 53 in isolamento domiciliare. Dall’inizio dell’emergenza, sono complessivamente 237 guariti e 24 i deceduti (15 provenienti da altra Asl). Lo rendono noto il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. I dati, aggiornati alle ore 15, sono forniti dal dipartimento di prevenzione della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Secondo il bollettino diffuso dalla Regione Abruzzo, oggi in provincia dell’Aquila sono stati registrati 3 nuovi casi positivi rispetto a ieri.

Dei positivi Covid-19 finora registrati in provincia dell’Aquila, 64 sono dell’aquilano (0 ricoverati non in terapia intensiva, 0 in terapia intensiva, 22 in isolamento domiciliare e 42 guariti), 123 della Marsica (2 ricoverati non in terapia intensiva, 0 in terapia intensiva, 14 in isolamento domiciliare, 102 guariti e 5 deceduti), 82 dell’area peligna (2 ricoverati non in terapia intensiva, 0 in terapia intensiva, 17 in isolamento domiciliare, 60 guariti e 3 deceduti), 20 dell’area sangrina (0 ricoverati non in terapia intensiva, 0 ricoverati in terapia intensiva, 0 in isolamento domiciliare, 19 guariti e 1 deceduto) e 29 di altra Asl (0 ricoverati non in terapia intensiva, 0 in terapia intensiva, 0 in isolamento domiciliare, 14 guariti e 15 deceduti).

In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 575 persone, di cui 149 dell’aquilano, 305 della Marsica (di cui un bracciante proveniente da uno stato estero e quindi, secondo le normative nazionali vigenti, obbligatoriamente sottoposto a monitoraggio e tamponi) e 120 dell’area peligno-sangrina. In sorveglianza passiva c’è complessivamente una persona, dell’area peligno-sangrina.
La sorveglianza attiva in quarantena fiduciaria è disposta dalla Asl per chi ha avuto un contatto stretto con un caso confermato. Le autorità sanitarie controllano in modo periodico lo stato di salute dell’individuo con telefonate quotidiane. La sorveglianza passiva, invece, è una forma di quarantena decisa autonomamente da chi ritiene di aver avuto contatti a rischio.