The news is by your side.

Coronavirus, a breve il protocollo nazionale per le cure. Obiettivo: minori ospedalizzazioni

Roma. E’ in via di definizione il protocollo completo per le cure che è destinato a fornire importanti indicazioni che potrebbero rivelarsi fondamentali per i prossimi mesi al fine di scongiurare la saturazione di ospedali e terapienintensive.

Molti esperti del settore medico concordano sul fatto che molti dei pazienti con coronavirus ricoverati in ospedale si sarebbero potuti curare a casa e sta proprio in questo una delle finalità del protocollo in questione: consentire cure a casa e dirottare i posti letto verso coloro che ne hanno assoluto bisogno.

Con le indicazioni del Cts si dovrebbero abbattere tutti i dubbi di terapia per il Covid ma resta la discrezionalità da parte dei medici, perchè la malattia si sviluppa in modalità differenti e sta alla sensibilità del medico capire quando cominciare con la somministrazione dei farmaci. Il cortisone, per esempio, va somministrato non prima di 72 ore dalla comparsa dei sintomi della malattia nel caso in cui ci sia un peggioramento della saturazione del sangue. Il Cts dice no all’eparina. Nonostante questo farmaco venga consigliato da alcuni protocolli, per il Cts andrebbe utilizzato solo se il paziente è costretto a lungo a letto a causa del coronavirus, in assenza di prove che ne dimostrino i benefici su pazienti non ospedalizzati o immobilizzati. Vitamine e Integratori? Inutili per contrastare il Covid.

Con una linea guida comune, i medici potranno attenersi a questa e mettere da parte i precedenti protocolli. Quello realizzato dal professor Matteo Bassetti, per esempio, consigliava la somministrazione del cortisone solo dopo 4 giorni dopo la comparsa di sintomi moderati dopo la positivizzazione. Ancora più ampi, invece, sono i margini indicati dall’ordine dei medici della Lombardia, che ne suggeriva la somministrazione dopo 5/7 giorni. La Smig, invece, considera come sintomi moderati la permanenza di uno stato febbrile superiore a 38° per tre giorni consecutivi, oppure problematiche non gravi di respirazione. A complicare la situazione nella cura per il coronavirus c’è l’assenza di un farmaco specifico, vero nodo spinoso della profilassi.