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Coronavirus Abruzzo: 396 i nuovi casi e 13 morti, terapie intensive occupate al 44%

L’Aquila. Segnali di miglioramento dell’emergenza sanitaria in Abruzzo: dopo mesi in costante e rapido aumento, scende il numero degli attualmente positivi.

Al netto dei decessi e di 387 guarigioni, le persone al momento malate sono quattro in meno e scendono a 18.188. Diminuiscono anche i pazienti ospedalizzati, che sono 773, cioè 17 in meno rispetto a ieri, ma resta invariato il dato sulle terapie intensive. I nuovi casi sono 396, in calo, ma si registrano 13 decessi che fanno salire il bilancio delle vittime a 906. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.901 tamponi: è risultato positivo il 10,15% dei campioni. E’ uno dei dati migliori delle ultime settimane: dal 27 ottobre in poi i contagi quotidiani erano scesi una sola volta al di sotto delle 400 unità, il 6 novembre (395). Dei nuovi positivi, il più giovane ha quattro mesi e il più anziano 97 anni. Quelli con età inferiore ai 19 anni sono 63. I tredici decessi – sette sono avvenuti nei giorni scorsi e sono stati
comunicati solo oggi dalla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila – riguardano persone di età compresa tra 68 e 99 anni: 11 in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Teramo e uno in provincia di Chieti. Tra le località con più nuovi casi ci sono L’Aquila (42) e Avezzano (18). Sette i contagi recenti a Pescara e Chieti, solo tre quelli emersi a Teramo. A livello provinciale, il maggior incremento, +244, si registra nell’Aquilano, dove il totale sale a 9.211. Seguono il Chietino (+87, totale 5.450), il Teramano (+48, 7.590) e il Pescarese (+40, 5.714). A questi dati si aggiungono 248 pazienti residenti fuori regione (+2) e 207 (-25) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Delle persone al momento malate, 697 pazienti (-17) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 76 (invariato) in terapia intensiva. Il dato sui pazienti in rianimazione, analogo a quello del 3 aprile, giorno peggiore dell’emergenza primaverile, è il secondo più alto in assoluto dopo il record di 77 raggiungo sabato. Sono 173 i posti letto di terapia intensiva a disposizione delle quattro Asl. Ai 94 esistenti già prima dell’emergenza, si sono aggiunti i 66 previsti dal piano di riordino della rete ospedaliera Covid-19 ed altri 13 predisposti negli ultimi giorni. Al momento, del totale dei posti di rianimazione disponibili – senza considerare i 29 presenti tra l’Ematologia di Pescara e le cliniche private convenzionate, pure a disposizione in caso di assoluta emergenza – è occupato il 43,93% delle unità, a fronte di una soglia di allarme pari al 30%. Tutti gli altri pazienti, 17.415 persone (+13 rispetto a ieri), sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti salgono ad 9.326.

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, torna sulla questione del passaggio da zona rossa ad arancione, “insieme agli altri presidenti”, dice al termine della riunione tra il ministro Boccia e le Regioni, “ho chiesto una valutazione più possibile e più ancorata ai dati reali, piuttosto che restare vincolati a un calendario rigido che può produrre esiti paradossali e penalizzazioni ingiustificate. Su questo tema il confronto con il Ministro Speranza proseguirà nei prossimi giorni in vista della scadenza dell’ordinanza ministeriale vigente”.