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“Coronavirus cambiato”, ecco le dichiarazioni della virologa Capua e dell’infettivologo Sani

L’Aquila. “Il virus non è cambiato, siamo noi che siamo cambiati e siamo diventati più bravi a
gestirlo e i nostri comportamenti, con la distanza sociale, hanno reso il Coronavirus clinicamente irrilevante. La seconda ondata è legata ai nostri comportamenti. Adesso il Coronavirus si sta comportando come si comportava i primi di gennaio: non se n’era accorto nessuno”, ha affermato la virologa Ilaria Capua su Radio2.

“Ora abbiamo di fronte una malattia curabile, abbiamo terapie anche per i pazienti più fragili. Appiattendo la curva con le misure di sicurezza, abbiamo fatto in modo che il virus infettasse le persone ma di queste sempre meno diventassero gravi. Siamo noi che siamo diventati bravi a gestirlo. Il Covid è una malattia delle città, di alcuni territori. Ci sono dei fattori che contribuiscono a rendere questa infezione più pericolosa: l’età, l’inquinamento ecc. I medici impareranno a curarla sempre meglio. Noi dobbiamo lavorare in maniera coordinata a livello di città”. In riferimento poi alle tensioni sociali, Capua ha detto che “una delle situazioni che temevo di più erano proprio le
tensioni sociali. Il Covid ha esasperato queste tensioni. Io sono preoccupata per le tensioni sociali anche fuori dall’America”. Quanto ad una possibile seconda ondata epidemica, “non arriva come una punizione divina. La seconda ondata siamo noi. Se noi andiamo a trovare 5 persone ne infettiamo una, se incontriamo 10 persone se ne infettano 4. I nostri comportamenti, con la distanza sociale, hanno reso il Coronavirus clinicamente irrilevante. La seconda ondata è legata ai nostri comportamenti. Adesso il Coronavirus”, ha concluso, “si sta comportando come si comportava i primi di gennaio: non se n’era accorto nessuno”.

“E’ azzardato dire che il virus si è attenuato, mi preme invece ribadire che è sempre lo stesso e continua a essere in grado di produrre gli stessi danni che ha causato fino a oggi, tant’è che di recente
abbiamo ricoverato un paziente in gravi condizioni in rianimazione”. Lo ha affermato Spartaco Sani, responsabile delle malattie infettive dell’Asl Toscana nord ovest, pur precisando che nell’area vasta “i casi di malati con Coronavirus sono in evidente diminuzione”. L’infettivologo, primario presso l’ospedale di Livorno, inoltre sottolinea “che le recenti riaperture dopo il lockdown avvengono solo per motivi economici, certo importantissimi, ma non si è atteso il contagio zero e i sacrifici fatti in questi due mesi e mezzo hanno dato risultati importanti, con le riaperture anticipate è possibile che tutti questi sacrifici siano vanificati: per evitare che accada è importante che le misure di distanziamento siano mantenute e rispettate”. Per questo, secondo Sani, “la riapertura di tutte le regioni è prematura, e in particolare di quelle regioni dove ancora vi è una diffusione significativa del virus: qualche settimana di ritardo poteva essere estremamente utile, perché una ripresa dell’epidemia e una nuova ondata sarebbero un disastro”. Il medico si rammarica poi che l’Oms abbia
sospeso la sperimentazione di clorochina e idrossiclorochina: “Quella dell’Oms è un’opinione che si basa su dati relativi a pazienti ospedalizzati e quindi con malattia avanzata, mentre l’utilizzo che ne abbiamo fatto noi è stato prevalente, nell’ultimo periodo della fase epidemica, in pazienti sintomatici in fase iniziale e al loro domicilio, con lo scopo di prevenire la progressione verso forme più gravi: prima di interromperne l’uso, limitatamente ai casi in fase iniziale e a domicilio, avrei preferito avere certezza sulla sua eventuale inutilità”.