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Coronavirus, Cts: servono maggiori controlli sui mezzi pubblici

Le aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale devono garantire i controlli a bordo di bus e metropolitane. E’ quanto ha sottolineato il Comitato tecnico scientifico in una delle ultime riunioni, ribadendo “l’assoluta necessità” degli accertamenti affinché vengano rispettate le norme e le
raccomandazioni “per la prevenzione degli assembramenti collegati al mancato rispetto del limite di
riempimento dei mezzi di trasporto”.

Negli allegati al Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte la scorsa notte viene ribadito, per quanto riguarda il settore del trasporto pubblico locale “automobilistico, metropolitano, tranviario, filoviario, funicolare, lagunare, costiero e ferroviario di interesse delle regioni e delle province autonome” che “è consentito un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi, prevedendo una riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti”. La “capacità di riempimento – si legge ancora nell’allegato – potrà essere aumentata oltre il limite previsto esclusivamente nel caso in cui sia garantito un ricambio di aria e un filtraggio della stessa per mezzo di idonei strumenti di aereazione che siano preventivamente autorizzati dal Cts”. Allo stato, secondo quanto si apprende, il Comitato non ha però autorizzato alcun sistema di filtraggio e, dunque, non può essere aumentata la capienza.