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Coronavirus e calcio, viceministro Zampa: unica soluzione è il modello Nba

Rigore e rispetto delle regole. Il Covid-19 non fa sconti e si cercano vie d’uscite per salvare la stagione agonistica che, con l’aumento dei contagi da Covid-19, corre il rischio, per ora ipotetico, di un nuovo stop.

“Se il calcio avesse adottato il modello della bolla Nba, le squadre non sarebbero così”, dice la viceministro alla salute, Zampa. “Per la nazionale e’ una soluzione perfetta, per il campionato no: dura 11 mesi, e’ impossibile”, la replica del ct azzurro, Mancini. Le preoccupazioni del calcio d’altra parte sono state espresse chiaramente da Chiellini: “La vera vittoria sara’ arrivare fino in fondo al campionato”. E’ già accaduto a marzo scorso e il timore che la storia possa ripetersi si tocca con mano. Anche nel mondo del pallone i contagi crescono e coinvolgono fuoriclasse e giocatori nella media, senza distinzione alcuna. Cristiano Ronaldo ieri, McKennie oggi, altri casi al Monza. E ancora non sono rientrati i nazionali dalla sequela di impegni in giro per il mondo, fra amichevoli di lusso e Uefa Nations League. E’ quella la vera paura di mezza serie A, ritrovarsi con una seconda ondata di ritorno, le fila delle squadre contagiate. Intanto al Genoa i negativi, da 17, sono scesi a 10. La sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa, ha indicato la strada da seguire, sulle orme del modello statunitense adottato dalla Nba appena conclusa con la vittoria dei Los Angeles Lakers.

“Continuando così – ha detto Zampa – si rischia di dover far scendere in campo le giovanili. Certo, se fosse stata accettata inizialmente la proposta molto rigorosa, adesso nelle squadre ci sarebbe una situazione migliore. La ‘bolla’ settica, che evita i contatti esterni, è l’unico modo per evitare i contagi”. Per il ct degli azzurri, Roberto Mancini, “la ‘bolla’ è un’ottima soluzione, ma la si può introdurre solo in Nazionale”, perché “in Serie A è una soluzione molto, molto difficile” da adottare. “Non dimentichiamo – fa notare il tecnico – che nel campionato Nba di basket è stata introdotta solo nella parte finale della stagione. Complicato rimanere all’interno della ‘bolla’ per 11 mesi”. Ieri il presidente del Torino, Urbano Cairo, aveva invitato a “ragionare sulle regole che ci siamo dati”. “Sappiamo – ha aggiunto il patron del club granata – di essere in un periodo complicato, ma è importante far
procedere il campionato: se poi sara’ necessaria la bolla”. Ipotesi futura, ma non da escludere del tutto. L’argomento corre sotto traccia, ma i timori aumentano e vanno di pari passo con la linea dei contagi che, nel massimo campionato, hanno superato già le 30 unità. La squadra più colpita nel massimo campionato resta il Genoa, la cui rosa è praticamente decimata, ma la mappa dei contagiati potrebbe essere riscritta dopo il ritorno dei nazionali, alcuni dei quali hanno perfino varcato l’oceano per rispondere alla chiamata del proprio ct.

Intanto il giudice sportivo della serie A ha inflitto lo 0-3 a tavolino al Napoli per non essersi presentato a Torino per la partita con la Juve. In serie B, rinviata Monza-Vicenza in programma sabato: lo aveva chiesto la societa’ di Silvio Berlusconi, dopo i 7 casi di positivita’ tra i calciatori, con altri due giocatori in autoisolamento.