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Coronavirus, è emergenza sanitaria ma il Miur blocca l’abilitazione di nuovi medici: parte la raccolta firme

L’Aquila. Continua in tutto il territorio nazionale l’emergenza coronavirus e le preoccupazioni sono tante. Tante regioni, soprattutto le più colpite, stanno attuando i provvedimenti e tutte le procedure di sicurezza necessarie emanate dai ministeri e dal Governo nazionale. In Abruzzo, così come comunicato dalla stessa Regione, sono risultati negativi al Covid 19 i test eseguiti sui due pazienti ricoverati nei due presidi di Pescara e Chieti per patologie respiratorie gravi.

Al momento non si registrano casi di Coronavirus, secondo quanto sottolineato dal servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

È però notizia di poco fa che il Miur, con una lettera a firma della direttrice generale Maria Letizia Melina, ha rinviato a data da destinarsi gli esami di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo, in programma questo venerdì.

“Preso atto della sospensione dell’attività degli atenei”, si legge nell’avviso a firma del Miur, ravvisata la necessità di rinviare la data fissata per la seconda sessione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, la data della sessione d’esame è rinviata a data da destinarsi. Si fa altresì presente che il ritiro dei plichi necessari per lo svolgimento della prova, previsto per venerdì, presso il C.I.N.E.C.A., verrà sottoposto in data successivamente definita”.

Una notizia che ha scatenato la polemica tra i medici tirocinanti abruzzesi, che si chiedono il perché di una tale decisione “in un periodo di emergenza sanitaria come questo”, come ci racconta un giovane laureato abruzzese.

Intanto sul web è partita una raccolta firme che sta crescendo sempre di più. “La Asl ritiene opportuno che occorra verificare”, sottolineano dall’associazione Als, “da parte del governo e dei ministri competenti, se ci possano essere le condizioni legislative per attuare misure straordinarie per permettere a migliaia di laureati in medicina  di poter svolgere nel minor tempo possibile la professione. La dicitura “a data da destinarsi” è inaccettabile”.

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