The news is by your side.

Coronavirus, il racconto di un abruzzese in Cina: Wuhan bloccata, una città spettrale e deserta

Il ragazzo doveva tornare 4 giorni fa in Italia, ma è ora bloccato in città per l'incubo-epidemia

Pescara. “Wuhan è totalmente bloccata, non si entra e non si esce”: questa la testimonianza di Francesco Di Berardino, studente abruzzese di Giurisprudenza che in questi giorni si trova in Cina per frequentare un semestre di studio proprio all’università di Wuhan.

Ormai il coronavirus è diventato un argomento di portata e preoccupazione mondiale: il virus ha causato infatti la morte in Cina di 25 persone e oltre 600 persone sono state contagiate. Un argomento e un problema che ha richiamato anche l’Organizzazione mondiale della Sanità che ha convocato il comitato di emergenza a Ginevra.

L’abruzzese doveva infatti tornare in Italia quattro giorni fa, ma è rimasto bloccato, come ha scritto su Twitter, a causa della pandemia del virus. Il 22enne ha postato sui social anche un video dove riprende “una città da 11 milioni e mezzo di abitanti deserta in una zona genericamente molto affollata in quanto piena di uffici e negozi”.

Una città spettrale“, racconta il giornalista Lorenzo nei suoi post e in un’intervista all’Ansa, “è una città quasi totalmente deserta. Le poche persone che si vedono per strada sono coperte dalla testa ai piedi, che poi è anche quello che abbiamo fatto anche noi per evitare in tutti i modi di essere esposti a qualsiasi tipo di rischio”

Per quanto riguarda il virus, la valutazione del rischio da parte dell’Oms è che “l’epidemia abbia un rischio molto elevato in Cina e un rischio elevato a livello regionale e globale”. “Sappiamo che esiste una trasmissione da uomo a uomo in Cina, ma per ora sembra limitata a gruppi familiari e operatori sanitari. Al momento, non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina”, ha spiegato in un’intervista Ghebreyesus, “ciò non significa che non accadrà”.