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Coronavirus, in provincia di Chieti dati in calo ma Schael chiede controlli rigidi e serrati

Il dg della Asl: "Basta bare, mi appello alla responsabilità dei cittadini"

Chieti. Un richiamo forte, alla luce dei risultati dell’ultima relazione epidemiologica prodotta dalla Task force Covid-19 coordinata dal Dipartimento di Prevenzione, che disegna una decisa riduzione della velocità nelle ultime settimane e una diminuzione dei casi di Covid ricoverati in ospedale in quella appena passata, arriva dal direttore generale dell’Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael. In provincia di Chieti, fino al 12 dicembre ci sono stati 54 nuovi casi positivi al Coronavirus in media ogni giorno nell’ultima settimana, i ricoverati erano 179 mentre il numero dei casi cumulativi da inizio epidemia nella provincia di Chieti è salito a 6.124.

Il decremento nell’ultima settimana è stato del7,7%, con una percentuale di occupazione dei posti letto di Terapia intensiva del 43% (a fronte di una soglia critica fissata al 30%) e in area non critica del 66% in diminuzione (soglia 40%). E’ il primo calo dopo settimane di forte pressione. “I dati dimostrano che le nostre quattro postazioni drive-in coprono in modo soddisfacente le necessità della popolazione”, dice Schael, “la Asl sta facendo la propria parte al meglio delle proprie possibilità in termini di testing, tracciamento e assistenza, ma è evidente che non basta. Non posso rinunciare, perciò, ad appellarmi al senso di sobrietà e responsabilità dei cittadini, chiedendo anche ai sindaci e alle forze dell’ordine rigidi controlli nei luoghi di ritrovo, del passeggio e nei mercati. Vale per tutti, ma in special modo in quelle aree che fanno registrare una più massiccia presenza del virus, dove già in estate si erano registrati comportamenti non ispirati alla tutela della salute pubblica. Allo stesso modo invito i medici di medicina generale a richiedere tamponi per testare il maggior numero di persone, specie in quei Comuni dove ne sono stati fatti pochi, come Francavilla al Mare dove i test eseguiti sono ancora troppo pochi. Non lasciamo gli asintomatici liberi di infettare altre persone, perché il rischio concreto è di ritrovarci fra qualche settimana con gli stessi numeri e la stessa angoscia che ci stiamo lasciando alle spalle”, conclude il dg della Asl, “di bare ne abbiamo viste già troppe”.