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Coronavirus Italia: la proporzione di positivi sui test eseguiti è piuttosto elevata

Oggi 30.550 positivi, 352 decessi, tasso di positività al 10%. Sono i dati forniti da Rezza, direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, nel corso della conferenza stampa di oggi del Ministero della salute.

“C’è una certa stabilizzazione dei decessi e dei casi. I tamponi sono stati 212 mila oggi. Il trend sembra mostrare una certa stabilizzazione ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo”.

“Le Regioni piu colpite sono la Lombardia, il Piemote e la Campania che registrano molti postivi. Sono regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte, più o meno al livello della Lombradia; l’incidenza è elevata anche in Veneto mentre in Lazio vediamo un leggero incremento pero’ sembra essere abbastanza graduale. poi ci sono regioni piu’ piccole come l’Umbria con 500 casi circa, che
in termini di incidenza sulla popolazione è piuttosto elevata. n Lombardia ci sono circa 7800 casi; il Piemonte registra circa 3600 positivi e la Campania circa 4000. Quindi sono Regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte. Livello elevato anche in Veneto con oltre 2400 casi. Nel Lazio vediamo un leggero incremento con oltre 2400 positività, però tale incremento sembra essere abbastanza graduale e con un numero di tamponi elevato. Poi ci sono Regioni più piccole come l’Umbria con circa 500 casi, che è un valore di incidenza sulla popolazione piuttosto elevato. Ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo nelle prossime due settimane ma molto dipenderà dai comportamenti di ciascuno di noi, oltre che dalla capacità di resilienza del sistema”.

“Quali regioni sono in zona rossa è ancora in via di valutazione; è un combinato disposto di criteri di incidenza e tendenza, valore Rt e 21 indicatori compresi quelli di resilienza, cioè su quanto il sistema è in grado di rispondere. Credo che l’applicazione di zone rosse da parte delle Regioni, a parti piccole del territorio, a livello subregionale sia un meccanismo del tutto praticabile. L’automatismo per la definizione delle zone rosse nelle quali introdurre restrizioni e’ gia’ previsto anche nel dpcm ma questo non vuol dire che sia tutto cosi’ facile. E’ praticabile che anche all’interno di regioni verdi ci possano essere chiusure di alcune aree dove si possono sviluppare focolai importanti. Le regioni possono cogliere prima il rischio di alcune zone. L’ applicazioni di zone rosse in parti piccole del territorio regionale e’ un meccanismo del tutto praticabile. Non credo proprio che questo Dpcm impedisca di farlo, anzi”.

“L’Rt e’ un indicatore di stima che arriva da modelli automatici ma da solo potrebbe essere anche
fallace. Si deve vedere anche la resilienza e questo rende piu’ sofisticato il meccanismo. Si tratta di un
parametro che e’ un insieme di 21 indicatori compresi quelli di resilienza ed e’ su questo che si sta ragionando. Il numero di positivi sul numero di tamponi effettuati supera il 10%, quindi la proporzione di positivi sui test eseguiti è piuttosto elevata e questo è un segnale non del tutto buono”.

“Auspichiamo che il sistema sia sempre più in grado a livello territoriale di dare un’assistenza a tutti coloro che necessitano semplicemente di passare a casa un periodo, magari asintomatici o con un pò di febbre ma senza disturbi gravi, non andando a intasare i Pronto soccorso ospedalieri. Fa parte della resilienza del sistema il fornire una ottima assistenza a livello domiciliare e in questo senso c’è uno sforzo della struttura commissariale di aumentare la dotazione di saturimetri ed è stato fatto un accordo per fare i tamponi rapidi dai medici di medicina generale”.