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Coronavirus: la maggioranza delle pneumologie occupata da pazienti Covid19

La maggioranza delle pneumologie è occupata da pazienti Covid e il 90% di esse accoglie pazienti dimessi dalle terapie intensive, alleviandone la pressione e garantendo un’assistenza da terapia sub-intensiva respiratoria, senza la quale la metà dei pazienti graverebbe sulle rianimazioni. Lo affermano i dati presentati al Congresso della Società Italiana di Pneumologia. Tuttavia, sottolineano gli pneumologi, meno del 10% di queste unità ha il riconoscimento di terapia sub-intensiva respiratoria: il 43% dei letti ha caratteristiche che lo consentono e il 73% dei pazienti ricoverati è assistito con un supporto respiratorio non invasivo.

Ma il rapporto fra medici e pazienti o infermieri e pazienti è come quello di una degenza ordinaria o perfino inferiore di notte e nei festivi, comportando un carico lavorativo enorme sui sanitari. “I reparti di pneumologia sono un argine fondamentale per le rianimazioni e costituiscono la principale via di dimissione dalle terapie intensive – commenta Luca Richeldi, presidente Sip e membro del Cts-. Hanno dunque un ruolo centrale per la gestione dei pazienti COVID e il mantenimento dell’intero sistema della salute durante l’emergenza, riconosciuto e apprezzato anche dal Ministro della Salute nel suo intervento. Ma purtroppo – aggiunge Richeldi – troppo spesso manca il riconoscimento ufficiale di terapia sub-intensiva respiratoria, analogamente ad esempio a quanto avviene per le intensive cardiologiche: ciò si riflette in una ricaduta negativa in termini riconoscimento professionale e di risorse”. Sulle pneumologia, è emerso dal congresso, gravano carenze strutturali.

“Tutte le unità operative di pneumologia hanno gravi carenze perché ridotte al minimo da decenni di politiche sanitarie che hanno decimato posti letto e organico. E’ ora di invertire la rotta – incalza Carlo Vancheri, presidente eletto SIP – e mettere in atto una riorganizzazione dei reparti di pneumologia con un incremento delle risorse umane, tecnologiche e dei posti letto, in considerazione anche del ruolo strategico nella gestione del Covid che scaturisce da una lunga e specifica competenza sul trattamento dell’insufficienza respiratoria che è solo e unica degli pneumologi”.