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Coronavirus: la trincea ospedaliera ha bisogno di essere rafforzata

Il problema della “mancanza di personale sanitario ospedaliero”, spiega Palermo, “non è un problema nuovo. Abbiamo ereditato dal passato già una carenza di 6mila medici determinata dal
blocco del turnover. Ma ora, con la pandemia, la situazione è peggiorata perchè l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva rende ovviamente necessario anche un aumento del personale sanitario e medico addetto. Sarebbe necessaria l’assunzione di almeno altri 4mila medici”.

Ad oggi, sostiene Palermo, “registriamo una carenza complessiva di circa 10mila medici: negli ultimi mesi sono state infatti effettuate circa 5mila assunzioni, ma si tratta di contratti a tempo determinato, precari o libero professionali. Il problema, dunque, non si è risolto alla radice e la situazione di sofferenza negli ospedali resta”. Ma non è solo il personale il punto ‘dolente’. Anche le strutture ospedaliere non sempre sono adeguate a fare fronte alla pandemia: “Molti ospedali sono vecchi, magari costruito oltre 50 anni fa. Questo rende ad oggi impossibile in varie strutture nosocomiali poter predisporre i fondamentali percorsi differenziati Covid e no-Covid”. Per garantire tali “adeguamenti strutturali sono fondamentali investimenti mirati, perchè la separazione
dei percorsi è un imprescindibile elemento di sicurezza”.

Insomma, “ci sono delle criticità da affrontare subito, per essere preparati nel caso in cui i numeri del contagio dovessero aumentare significativamente: con un aumento esponenziale, gli ospedali andrebbero in tilt, mentre se l’aumento dei casi rimane costante con le cifre attuali abbiamo ancora un periodo piuttosto lungo di tenuta”. Dunque, conclude Palermo, “la trincea ospedaliera va rafforzata, ma bisogna al contempo rafforzare anche la capacità territoriale di fare test e l’assistenza domiciliare”.