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Coronavirus, l’Abruzzo con Rt più alto d’Italia insieme a Piemonte, Campania e Sicilia

L’Aquila. Indica il numero di infezioni prodotte da una persona nell’arco del suo periodo infettivo. Quanto il valore Rt, l’indice di trasmissibilità dopo l’adozione di misure di lockdown, è inferiore a 1 significa che si va verso l’eliminazione della malattia, se è superiore a 1 indica che si va verso una crescita esponenziale del numero dei casi.

L’Abruzzo, secondo l’Istituto superiore della Sanità, ha un  indice Rt  pari a 1,17, tra i più alti d’Italia dopo  Piemonte (1,22), Campania (1,19) e Sicilia (1,19). Una situazione preoccupante a cui l’Abruzzo, come già stanno facendo altre regioni,  deve porre rimedio forse con provvedimenti di distanziamento sociale e uso della mascherina più efficaci di quelli attualmente in vigorie.

Il virus circola in tutto il Paese e si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la nona settimana consecutiva con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 34,2 per 100 mila abitanti (periodo 14/9-27/9 contro i 31,4 per 100 mila abitanti nel periodo 7/9-20/9).

I numeri di questa settimana, secondo il consueto monitoraggio settimanale del ministero della Salute e Istituto superiore di sanità  mostrano  un lieve aumento dell’età mediana dei casi (42 anni contro i 41 della settimana precedente).  Rt è sopra 1 in 11 regioni. Sono il Piemonte (1,22), la Campania con (1,19) e la Sicilia con (1,19) le tre regioni con l’indice di contagio Rt più alto, seguite dall’Abuzzo (1,17).

Le altre Regioni hanno i seguenti Rt: Basilicata 0,7; Bolzano 1,12; Calabria 1,06;  Friuli 1; Emilia Romagna 0,8; Lazio 1,09; Marche 0,99; Liguria 1,16; Lombardia 0,86; Molise 0,7;  Trento 1,06; Puglia 1,02; Sardegna 0,86; Umbria 1,07; Toscana 0,95; Valle d’Aosta 0,97; Veneto 1,1. L’indice è più affidabile a livello regionale che a livello nazionale secondo l’Iss.

Bisogna  interpretare con cautela l’indice Rt, secondo il report  settimanale  in questo particolare momento dell’epidemia. “Infatti, l’Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale”.