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Coronavirus, l’appello di un agricoltore del Fucino: dovere etico e morale dare da mangiare all’Italia

Luco dei Marsi. Uno scatto significativo e surreale sta facendo il giro del web. A postarlo un agricoltore, Roberto Santini, che ha inviato tutti a riflettere sull’importanza del lavoro nei campi. Nel nostro territorio l’agricoltura è una delle principali attività economiche e tante sono le persone che stanno continuando a lavorare per far sì che i prodotti arrivino nelle nostre tavole.

“Un grazie a tutti i miei collaboratori, di tutte le nazionalità, che mi hanno supportato in alluvioni, siccità, grandinate e mercati difficili”, ha spiegato Santini, “ma questa le batte tutte, sappiamo che il nostro prodotto equivale alla sopravvivenza, sentiamo la responsabilità che ci è stata data per non farvi mancare i prodotti sulle tavole. Allo stesso tempo dobbiamo tutelare i nostri lavoratori”.

Intanto cresce la preoccupazione anche per l’emergenza Coronavirus che sta impedendo a tanti braccianti agricoli di arrivare nel Fucino e iniziare a lavorare. Proprio in queste ore un imprenditore agricolo ha espresso tutta la sua preoccupazione per la situazione che si prospetta e per il timore di una stagione difficile da affrontare.

“Frontiere chiuse dal Marocco da dove maggiormente provengono i lavoratori stagionali occupati nelle normali pratiche di coltivazione e raccolta dei nostri prodotti. Questo è il periodo in cui si programmano le semine in base alle richieste. Cosa fare? A primo impatto, egoisticamente, potrei anche non fare nulla”, ha commentato l’agricoltore, “un anno in fondo presto passa, rischiare tantissimo dal punto di vista economico vedendomi pignorare magari qualche bene acquisito col sudore anche di qualche avo. E poi alcuni clienti devono ancora finire di saldare somme del 2019”.

“Azzardare senza certezze per il proseguo con sufficiente probabilità mi costerebbe meno stare a casa in estate con l’aria condizionata accesa. Però poi penso, ed è la notizia che ci sarebbero difficoltà di approvvigionamento dall’estero a farmici pensare: e se i problemi si protraessero ancora?”, ha continuato, “noi agricoltori abbiamo il dovere etico e morale di dare da mangiare alla popolazione, che ora più che mai è presa dal panico. Immaginate cosa succedesse se dovessero scarseggiare derrate alimentari. In extremis, se non avessimo manodopera per la raccolta verranno dalle città a rifocillarsi, probabilmente pure gratuitamente.

Oltre agli eroi infermieri e medici ognuno in questo Paese (la maiuscola è voluta) dovrà fare il proprio dovere al meglio con buonsenso e senza opportunismo. Agricoltori che, senza distinguo, sono stati troppo spesso accusati ingiustamente di essere detentori di illegalità. E non si demorde nemmeno in questo momento così delicato. Ho prove inconfutabili, che vergogna. Ok, non è il momento delle polemiche. Diamoci da fare il più possibile con tutte le precauzioni, tutti insieme ce la faremo. Voi state a casa, noi andiamo a coltivare. A testa alta. Ti voglio bene Italia”.