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Coronavirus: Marsica senza un drive in per tamponi, esposto di Codacons e Credici

Avezzano. Marsica senza un drive in per tamponi, parte l’esposto di Codacons e Credici. In una lettera aperta alle autorità sanitarie Pierluigi Palmieri, presidente di Credici e Carlo Rienzi, presidente del Codacons, lanciano l’allarme del sovraffollamento per i tamponi chiedendo subito un drive-in per la città di Avezzano.

“Se nel Lazio  e in Campania si piange in Abruzzo non si ride”, si legge nella lettera, “giungono, ora dopo ora, a questa associazione per i Diritti Civili continue segnalazioni sulle gravi difficoltà che i cittadini incontrano nel tentativo di sottoporsi al prelievo dei tamponi per il controllo del Covid19. Ad oggi per sottoporsi all’esame molecolare ed anche ai test rapidi i cittadini sono inseriti in liste di attesa lunghissimi e poi costretti a code interminabili davanti ai centri  e spesso vengono rimandati indietro in gran numero perché  le strutture non riescono a smaltire le richieste”.

Pierluigi Palmieri, presidente dell’associazione “Credici” per la tutela dei Diritti Civili, ha contattato il suo amico ed omologo del Codacons Carlo Rienzi per affiancarlo nell’iniziativa di presentare un esposto presso le procure di Roma e Napoli, che, a detta dell’associazione di tutela dei consumatori “sarebbero le città dove si sono verificati i più gravi problemi e disservizi a danno dei cittadini”.

Credici e Codacons segnalano “attese fino a 6 giorni per avere il risultato dei test con conseguente obbligo per i sottoposti al tampone di restare chiusi in isolament, centralini telefonici in tilt, regole che cambiano con frequenza e informazioni non sempre chiare su dove andare e cosa fare. Con l’impennata dei casi Covid, sottolinea Palmieri, gli stessi  disservizi della Campania e del Lazio, dove le file fuori dalle strutture arrivano anche a 10-12 ore, ce li ritroveremo pari pari in Abruzzo. La ricaduta su Avezzano e sulla Marsica è ancora  più grave, perché anche  da noi si registra un nuovo allarme con una vera e propria caccia al tampone da parte dei cittadini, che però  devono recarsi all’Aquila, presso un drive in privato, dove peraltro in questi giorni pur essendo stato raddoppiato il numero dei prelievi, da 100 a 200, vengono “respinte” centinaia di persone.

“Le motivazioni dell’esposto Codacons”, sostiene Palmieri, “sono condivise ed estese al nostro territorio e le responsabilità dei gestori della Sanità, ivi compresi i sindaci, si aggraverebbero di molto se non si dovesse procedere “ad horas” alla istituzione di un drive in al servizio di tutta la marsica, la cui localizzazione, sin dal marzo scorso, abbiamo sostenuto la creazione all’ex Crab e/o all’Interporto. Il presidente Palmieri però sente l’obbligo di spezzare una lancia in favore dei medici di base e di offrire loro la piena solidarietà dell’Associazione Credici,  ai quali il sistema  dei tamponi in Abruzzo sta creando problemi pressoché insormontabili, caricandoli di responsabilità decisionali che vanno oltre i loro compiti istituzionali. Il terminale più vicino al cittadino riesce solo parzialmente a “tamponare” la grossa falla  delle scelte politiche, che si caratterizzano per le   improvvide scelte di bilancio e per la carenza di lungimiranza progettuale. Sono i medici di Famiglia che stanno tentando di “chiudere la stalla prima  che i buoi scappino. Credici e Codacons preannunciano un’imminente Conferenza dibattito nel corso della quale illustreranno la loro iniziativa”, conclude, “che tende anche a mettere con le spalle al muro i virologi che, scimmiottando i politici, proprio sull’attendibilità dei tamponi stanno creando “correnti” di pensiero spesso in totale contraddizione”.