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Coronavirus, nessuna prescrizione aggiuntiva per chi arriva in Abruzzo. Valide le procedure nazionali

Pescara. La Regione Abruzzo non ha previsto particolari procedure o prescrizioni per chi arrivi sul territorio regionale, se non quelle già esistenti a livello nazionale. “Sono liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione, anche per turismo – si legge nella sezione dedicata del sito web dell’ente – da e per i seguenti Stati: Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria); Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera); Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano”.

Dopo l’ordinanza del ministero della Salute del 24 luglio, però, anche il governatore ha imposto la quarantena
obbligatoria per “i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria”. “L’ingresso
in Italia da Stati non facenti parte dell’UE e/o dell’accordo di Shengen – si legge ancora – continua ad essere
consentito, con obbligo di motivazione, solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, motivi di
salute e comprovate ragioni di studio”.

“Dal 1° luglio 2020 – scrive la Regione – è consentito in ogni caso senza dover specificare alcuna motivazione l’ingresso nel territorio nazionale di: cittadini di Stati terzi residenti nei seguenti Stati e territori (white list): Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay (Montenegro e Serbia dal 16 luglio sono stati inseriti nella lista dei Paesi a rischio con divieto di ingresso e transito in Italia; dal 30 luglio chi proviene dall’Algeria ha l’obbligo di motivare l’ingresso in Italia); cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, nonché di cittadini di Stati terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale e dei rispettivi familiari”.

Dal 9 al 31 luglio è vietato l’ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono
transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo,
Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia. Le
categorie esentate dal divieto di ingresso devono comunque sottoporsi al periodo di quarantena. Nel
sensibilizzare sulle misure preventive, la Regione ricorda che qualsiasi persona presente sul territorio regionale
in caso di sintomi deve contattare le autorità sanitarie o i numeri di emergenza e possibilmente sottoporsi ad
isolamento fino agli accertamenti.