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Coronavirus, “Palestre e circoli chiusi in Abruzzo”. Ecco le indicazioni di Ricciardi, consigliere del Ministero

L’Aquila. “Palestre e circoli chiusi in Abruzzo”: queste le indicazioni di Ricciardi, consigliere del ministero, che interviene sulle ultime linee guida a causa dell’emergenza coronavirus in base ai dati Rt delle regioni. L’Abruzzo, infatti, ha l’ultimo indice Rt di 1.18.

Secondo l’ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma Walter Ricciardi infatti, come riportato dal Messaggero, servono “chiusure mirate, nelle Regioni con indice di contagio superiore a 1, per palestre, circoli e negozi “non essenziali”. Misure restrittive che abbiano l’obiettivo di contenere la curva Rt salvaguardando però la scuola e le attività produttive.

“Data la situazione molto grave di circolazione del virus”, dice Ricciardi secondo quanto riporta il quotidiano nazionale, “abbiamo indicato chiusure mirate nelle regioni con altissima circolazione del Sars-Cov2 finalizzate a consentire lo svolgimento delle attività scolastiche e produttive. Le chiusure, nelle zone dove l’indice di contagio è superiore a 1, dovranno riguardare punti di aggregazione come circoli, palestre, ed esercizi commerciali non essenziali. Mentre lo smart working dovrebbe diventare la forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese. Punto cruciale è la sicurezza nei mezzi di trasporto pubblico e il loro rafforzamento”.

Sul tracciamento dei contagi Ricciardi spiega all’Ansa che “non sta funzionando. Le asl non sono più in grado di tracciare i contagi, quindi la strategia di contenimento del virus non sta funzionando. Questo è dovuto a due fenomeni in atto in molte regioni: il mancato o ritardato rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione (basso numero di medici igienisti a disposizione) e ai migliaia di focolai in atto. La situazione è molto grave, le regioni stanno andando verso la perdita del controllo dei contagi. Il contact tracing”, conclude,” non sta funzionando né manualmente, con le interviste ai positivi al virus sui loro contatti, nè tecnologicamente con l’app Immuni”.