The news is by your side.

Coronavirus, prezzo Remdesivir, Gilead: tenuto ben al di sotto del valore

“Gilead ha fissato un unico prezzo per il Veklury (remdesivir) per tutti i Paesi industrializzati pari a 390 dollari a fiala e a 2.340 dollari per un ciclo di trattamento di 5 giorni, ben al di sotto del valore che il farmaco può generare per i pazienti e i sistemi sanitari. Il prezzo è stato tenuto a un livello basso e sostenibile per i sistemi sanitari. La riduzione dei tempi di ospedalizzazione, infatti, oltre a rappresentare un risparmio dei costi diretti, permette anche di liberare capacità ospedaliera per trattare più pazienti in una condizione di risorse limitate come l’attuale”. Lo scrive in una nota l’azienda farmaceutica Gilead in relazione all’interrogazione parlamentare presentata dall’ex ministro della Salute Giulia Grillo a Roberto Speranza sul prezzo contrattato dall’Ue per il Remdesivir ritenuto troppo alto “Sulla base delle più recenti e verificate evidenze scientifiche – afferma Gilead – Veklury (remdesivir) consente di ridurre il tempo di recupero dalla malattia dai 5 ai 7 giorni diminuendo così il tempo di permanenza nella struttura ospedaliera”.

L’azienda farmaceutica aggiunge che “il valore di Veklury (remdesivir) è stato riconosciuto da istituzioni indipendenti come l’ICER inglese per il quale il suo prezzo congruo dovrebbe essere il doppio di quello a cui Gilead ha scelto di proporlo alla Commissione Europea e alle autorità sanitarie dei Paesi a più alto reddito procapite, mentre ha negoziato licenze volontarie a lungo termine con 9 produttori di farmaci generici per la produzione di RDV destinata alla distribuzione in 127 Paesi a basso reddito”. E ancora: “Sebbene venga sostenuto che il costo di Veklury sia basso e non rispecchi il prezzo proposto da Gilead, l’azienda – si legge nella nota – non è a conoscenza di come questi calcoli siano stati fatti, e certamente ritiene che l’affermazione non tenga nella debita considerazione la complessità del processo produttivo di questo farmaco”.

“Grazie al fatto che Veklury fosse stato già ampiamente studiato e fosse in uno stadio avanzato di sperimentazione è stato possibile renderlo disponibile ai pazienti già allo scoppio della pandemia a titolo gratuito. Da febbraio a giugno Gilead – conclude l’azienda – ha donato 1,5 milioni di dosi per i pazienti di tutto il mondo, compresi quelli italiani”.