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Coronavirus, Roccaraso: è polemica sulla vendita degli skipass e sui “tesseramenti sospetti”

Ad Agcm: "tesseramenti master sospetti, tutelare giovani atleti"

Roccaraso. Non solo “tesseramenti sospetti” ma anche politiche di vendita “scorrette”: i genitori di sedici giovani sciatori campani si scagliano contro la vendita degli skipass a Roccaraso e, attraverso l’avvocato Erich Grimaldi invitano, tra gli altri, Agcm, Comune di Roccaraso (L’Aquila) e Regione Abruzzo, a vigilare su presunte “clausole vessatorie e pratiche commerciali ingannevoli e/o scorrette” nei contratti sottoscritti con “Skipass impianti a fune Alto Sangro- Siafas” e con il “Consorzio Skipass Alto Sangro”. Nella segnalazione, inoltre, si invitano gli enti e il Consorzio SkiPass Alto Sangro, “a vigilare, con ogni mezzo, contro il tesseramenti sospetti di ‘atleti master’, che non abbiano mai partecipato a gare di interesse nazionale, al fine di scongiurare un’incontrollata affluenza agli impianti, foriera di potenziali misure restrittive, per il periodo dal 27 dicembre al 6 gennaio 2021, che possano, ingiustamente, ripercuotersi sui giovani atleti”.

I giovani sciatori sono tutti atleti provenienti dalla Campania, tesserati FISI e appartenenti a diversi Sciclub, che si allenano sul comprensorio Alto Sangro e che hanno acquistato per 500 euro i servizi di risalita e di fruizione delle piste per la stagione 2020/2021, sottoscrivendo il relativo modulo di adesione e il “Regolamento di vendita”, modificato lo scorso 30 novembre in maniera tale, sottolinea l’avvocato Grimaldi, “da proteggersi anche da un eventuale rimborso per cause riconducibili alla pandemia/epidemia o alla cessazione del funzionamento, per qualunque ragione, degli impianti in virtù di provvedimenti nazionali/regionali delle Autorità competenti”. “In sostanza – sottolinea l’avvocato Grimaldi – se l’impianto dovesse chiudere, in virtù di un dpcm più restrittivo, anche oltre il 7 gennaio, non sarebbero costretti a restituire il denaro pagato non solo i miei clienti ma circa 150-200 atleti per una somma che potrebbe aggirarsi tra 75mila e 100mila euro”.

“Il contratto di Skipass, come qualunque contratto tra professionista e consumatore, – spiega Grimaldi – è ‘commutativo’, nel senso che entrambe le parti devono eseguire la propria prestazione e nessuna di queste dipende dal verificarsi di un evento incerto”. “E’ di tutta evidenza, quindi, – dice ancora l’avvocato Grimaldi – che le condizioni previste dal Consorzio Alto Sangro sono del tutto vessatorie per i consumatori e non sono ammissibili, in base alla normativa vigente, nemmeno in caso di approvazione specifica, in quanto sarebbe ben ‘possibile ‘riequilibrare’ il contratto, con misure analoghe a quelle previste da altri gestori di impianti sciistici italiani come come il Dolomiti Superski che ha previsto un diritto di recesso per gli utenti, con rimborso commisurato all’utilizzo degli impianti”. L’avvocato Grimaldi, quindi, per conto dei suoi clienti, ha chiesto al Consorzio SkiPass Alto Sangro e agli enti di vigilare, con ogni mezzo, sui presunti “tesseramenti sospetti” e all’Agcm “di verificare la presenza della clausola vessatoria, di renderla nulla e, infine, di bloccare la reiterazione della pratica commerciale scorretta, comminando la relativa sanzione”.