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Coronavirus, Sebastiani (Cnr): “perché Abruzzo meglio di Trento ma arancione? Dati incongruenti”

Il matematico: "trasparenza? vengano resi noti tutti i dettagli algoritmo"

L’Aquila. Abruzzo ‘arancione’ e Provincia di Trento ‘gialla’? “Una incongruenza” secondo il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac), che all’Adnkronos Salute spiega i risultati di una sua analisi effettuata tra le due regioni, in base ad alcuni criteri utilizzati per definire la classificazione per ‘colori’ delle varie regioni e le relative restrizioni.

“Ho considerato l’andamento temporale della percentuale di positivi sui casi testati, che è uno dei 16 parametri per la classificazione dei colori, il numero di posti in terapia intensiva e quello dei ricoverati nei reparti ordinari. Tutte e tre queste curve”, spiega Sebastiani, “mostrano una incongruenza perché laddove l’Abruzzo si trova in una posizione di diminuzione dei parametri, la provincia di Trento si trova, per quanto riguarda il primo parametro e i posti occupati in terapia intensiva in netto aumento, mentre i ricoveri nei reparti ordinari sono in una situazione di stabilità. In aggiunta ho esaminato anche i dati contenuti nell’ultimo monitoraggio settimanale (7-13 dicembre) diffusi ieri: ebbene l’indicatore Rt è leggermente più basso per Trento a 0,66-0,70 mentre per l’Abruzzo è a 0.78-0,86, me entrambi sono sotto 1. Ma se andiamo a vedere i dati di oggi (19 dicembre), e non quelli fermi al 13 dicembre, vedono Trento con un Rt che ha superato l’1″.

Inoltre, considerando altri tre degli indicatori del monitoraggio, – dettaglia il matematico Sebastiani – l’occupazione delle terapie intensive in l’Abruzzo è al 31%, cioè un punto percentuale sulla soglia di occupazione dei posti letto Covid definita critica dal ministero della salute (il 30%), mentre Trento è al 42%, quindi 12 punti sopra la soglia; la percentuale dei ricoveri ordinari in Abruzzo è al 40%, cioè esattamente sul valore di soglia (40% definito dal ministero, ndr), mentre Trento è ben al 65%. Mentre un ulteriore paramentro, quello del tempo che intercorre tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi, un periodo importante – sottolinea – perché in attesa della diagnosi la persona ne può infettare altre, è di 3 giorni per l’Abruzzo e 9 giorni per Trento, dunque tre volte tanto”.

Alla luce di questi dati, Sebastiani “chiede che vengano resi noti tutti i dettagli dell’algoritmo, in modo da capire quali di questi 16 parametri hanno pesato per definire il ‘colore’ arancione dell’Abruzzo. Ho già chiesto questa cosa – riferisce – tre volte ma senza esito. Proprio ieri il premier Conte ha parlato di massima trasparenza, lo prendo alla lettera”, conclude, “sia trasparente completamente”.