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Coronavirus: “siamo senza protezioni”, la testimonianza di un’infermiera del 118

L’Aquila. “Siamo senza protezioni”: è questa la testimonianza di Irene Stanziale, un’infermiera del 118 di Pescasseroli, che racconta il periodo di lavoro che il personale sanitario sta attraversando nel pieno dell’emergenza coronavirus.

“Il nostro equipaggio è composto da medico,autista e infermiere”, racconta l’infermiera abruzzese, “questo periodo è molto particolare, sia per le condizioni in cui si lavora poiché risulta difficile reperire i dispositivi di protezione individuale e questo genera non poche tensioni, sia per la preoccupazione che ci costringe a restare lontani dai nostri figli, dai nostri genitori e dai nostri nonni, per timore di essere veicolo di trasmissione di questo brutto nuovo Coronavirus che potrebbe risultare fatale per qualcuno”.

“Noi non possiamo restare a casa”, sottolinea l’infermiera del 118 di Pescasseroli, “abbiamo scelto questo lavoro che svolgiamo con passione e dedizione. Ognuno di noi può leggere negli occhi del proprio collega la paura e non lo nascondiamo affinché chi non respira la nostra stessa aria, prenda consapevolezza di quanto sia determinante rispettare le regole ora. Non abbattiamoci”, precisa, “cerchiamo di tirare su il morale e pensare che presto tutto questo sarà finito. Distraiamo le nostre menti con musica, colori , cibo, letture e film. Presto ci riabbracceremo”, conclude nel suo racconto, “e sarà una delle sensazioni più belle della nostra vita, sarà come rinascere”.