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Coronavirus, società italiana di Pediatria: accessi al pronto soccorso pediatrico ridotti in media del 40%

Ritardo di diagnosi per patologie gravi, terapie interrotte e accessi al pronto soccorso pediatrico ridotti in media del 40%. Queste sono alcune delle conseguenze della pandemia Covid sulla salute dei più piccoli secondo la Società Italiana di Pediatria (Sip).

“A farne le spese sono soprattutto i più fragili, cioè quel milione di bambini con patologie croniche complesse che, durante le fasi più acute della pandemia, si sono trovati nella impossibilità di seguire i controlli, di raggiungere gli ospedali e spesso anche gli ambulatori dei pediatri di famiglia, con conseguenze negative sul piano clinico e psicologico”, ha spiegato Giovanni Corsello, past president Sip, intervenendo alla presentazione del congresso “La Pediatria italiana e la Pandemia da Sars-CoV-2”.

Sono stati 8 i decessi per Covid-19 registrati nei bambini e nei ragazzi da 0 a 19 anni dall’inizio dell’epidemia, a fronte degli oltre 52.000 decessi registrati tra gli adulti. Sempre dall’inizio della
pandemia il numero comlessivo dei contagiati in questa fascia d’età è stato 149.219, pari al 12,2% del totale.

“Rischi psicologici e deficit formativi sono legati alla chiusura delle scuole. Riaprirle è quindi cruciale e urgente. E’ più facile che sia un adulto ad infettare un bambino che viceversa”, spiega Rino Agostiniani vicepresidente Sip, “e gli ultimi dati del ministero dell’Istruzione mostrano che le scuole sono luoghi sicuri: gli studenti contagiati erano 5.793, lo 0,08 % del totale, i docenti 1.020, cioè lo 0,13%, e il restante personale scolastico 283, lo 0,14%”.

Preoccupano invece le crescenti evidenze sui danni provocati dall’isolamento come ansia, disturbi del sonno, disordini alimentari. “E’ urgente la ripresa delle scuole in presenza – aggiunge Agostiniani – per evitare che alla crisi sanitaria ed economica se ne aggiunga una educativa e sociale dalle conseguenze pesanti. Lo Stato può intervenire con ristori economici, ma non può sostituire i benefici portati dalla frequenza scolastica; un bambino di 6 anni non avrà più 6 anni e ciò che perde in questi mesi lo avrà perso per sempre”. Dalle scuole, infine, potrebbe passare in parte anche la lotta al Covid-19 e ad altre malattie. “La Sip – conclude il presidente Sip Alberto Villani – da tempo chiede l’inserimento dell’educazione sanitaria come materia d’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo alle superiori”.